Ucraina, cresce la tensione fra test balistici e “non tregua” Donbass

Ucraina, cresce la tensione fra test balistici e “non tregua” Donbass
18 febbraio 2022

Il crescendo della tensione tra Mosca e Washington, Mosca e la Nato e sui dossier ucraini, dopo l’intenso scambio d’accuse al Palazzo di Vetro di ieri, minaccia ulteriore impennata domani, con i previsti test di missili balistici e crociera annunciati dal Cremlino: a supervisionare ci sarà il comandante supremo delle forze armate, Vladimir Putin. Il tutto mentre ormai si fatica sempre più a credere che la pace abbia ancora vere chance. Nel Donbass, ovvero l’est ucraino, Kiev riferisce di avere registrato 60 violazioni del cessate il fuoco, 43 con armi vietate dagli accordi di Minsk. E dall’altra parte anche i separatisti ribelli di Luhansk riferiscono di tre nuovi bombardamenti ucraini. Il tutto si traduce in un valzer diplomatico sempre più frenetico. Grande attesa per la prossima settimana c’è per l’incontro tra il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il collega Russo Sergey Lavrov, e anche per il viaggio a Mosca del presidente del Consiglio Mario Draghi: ma entrambi gli appuntamenti devo essere ancora fissati. Oggi Putin riceve al Cremlino il collega bielorusso Alexandr Lukahsneko, che domani gl terrà compagnia durante i test balistici di domani.

LE MANOVRE RUSSE PER TESTARE ARMI STRATEGICHE

La Russia ha annunciato per domani manovre di forze strategiche, che prevedono anche il lancio di missili balistici e da crociera.
Il presidente Vladimir Putin assisterà alle esercitazini già pianificate nell’ambito di manovre ‘di forze per la deterrenza strategica’. Le esercitazioni coinvolgeranno le forze aerospaziali russe, il distretto militare meridionale, le forze missilistiche strategiche, le flotte del Mar Nero e del Nord. ‘Le manovre delle forze di deterrenza strategica erano state pianificate in precedenza per verificare la prontezza degli organi di comando e controllo militari (…) nonché l’affidabilità delle armi strategiche nucleari e delle forze non nucleari’, dichiara il ministero della Difesa.

PER IL CREMLINO I TEST NON DOVREBBERO PREOCCUPARE NESSUNO

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Le esercitazioni militari e i lanci di addestramento di missili balistici si svolgono regolarmente e non dovrebbero destare preoccupazione, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dopo l’annuncio dei test di domani sotto la guida del presidente russo Vladimir Putin. ‘Esercizi e lanci di addestramento di missili balistici sono un tale processo, abbastanza regolare, che è preceduto da tutta una serie di notifiche ai vari paesi attraverso vari canali. Tutto questo è regolato in modo chiaro e nessuno ha domande, paure, niente, perché tutti vengono avvisati in anticipo’, ha detto Peskov secondo Ria Novosti.

VIOLENZE E SCAMBI DI ACCUSE NEL DONABSS

Nelle ultime 24 ore, due militari ucraini e almeno cinque civili sono stati feriti da militanti separatisti nel Donbass. Lo dichiara l’Operazione delle Forze congiunte ucraina. Continuano senza sosta nel Sud-est ucraino controllato dalle forze separatiste pro-russe le segnalazioni di violazioni della tregua e di azioni belliche. Kiev accusa i filo-russi e quindi Mosca, mentre Mosca respinge al mittente. In totale, durante la giornata di ieri, la parte ucraina riferisce di avere registrato 60 violazioni del cessate il fuoco, 43 con armi vietate dagli accordi di Minsk. Dall’altra parte, i separatisti della repubblica autoproclamata di Luhansk riferiscono di tre nuovi bombardamenti ucraini puntano il dito su ‘aperte violazioni della tregua da parte di formazioni armate ucraine’.

GLI INCONTRI PIÙ ATTESI

Il coordinamento della visita in Russia del presidente del Consiglio Mario Draghi procede attraverso canali diplomatici e ‘non c’è ancora una data precisa’, ha detto il portavoce del Cremlino Peskov. Ieri il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha affermato che il nostro capo di governo andrà a Mosca ‘il prima possibile’. L’Italia è in prima linea per cercare di organizzare, su richiesta di Kiev, un incontro tra il presidente ucraino Zelensky e il leader russo Vladimir Putin. ‘Non sarà facile ma l’obiettivo è quello: Putin e Zelensky devono mettersi seduti a un tavolo’, ha sottolineato il presidente del Consiglio. Nel frattempo si prepara con tutta probabilità a Ginevra un nuovo faccia a faccia tra Blinken e Lavrov: i due ministri degli Esteri di Usa e Russia si vedranno dopo le risposte di ieri da Mosca in tema di sicurezza e la misura di ritorsione praticata da parte russa dell’espulsione del numero due dell’ambasciata Usa a Mosca. Ennesimo segnale di una fortissima crisi diplomatica.

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L’ALLEATO BIELORUSSO A MOSCA

Il presidente della Bielorussia, Alexandr Lukashenko, è a Mosca per consultarsi con il suo omologo Putin. I due dovrebbero discutere una serie di questioni internazionali e regionali durante le consultazioni, compreso lo sviluppo della cooperazione commerciale ed economica, la sicurezza nella regione e le azioni congiunte per garantire gli interessi nazionali dei due paesi. Ma soprattutto era stato anticipato dalla parte bielorussa che avrebbero parlato del ritiro russo dal Paese vicino, a conclusione delle esercitazioni comuni. Cosa che però alla luce dei nuovi più intensi venti di guerra, sembra tutto tranne che segnale di distensione.

IL NEMICO ALLE PORTE

‘Il numero delle forze russe ammassate intorno ai confini dell’Ucraina ha raggiunto le 149.000 unità’. Il ministero della Difesa ucraino non conferma la dichiarazione della parte russa sul ritiro delle truppe dai confini ucraini. Secondo lo ha affermato il ministro della Difesa Alexei Reznikov dalla tribuna del parlamento durante il question time. ‘Per quanto riguarda la situazione intorno ai confini ucraini. Non confermiamo la dichiarazione della parte russa sul ritiro delle truppe. Questo non sta accadendo. Il movimento di truppe, forze e mezzi continua’, ha detto Reznikov. Ha anche aggiunto che ora possono essere annunciate diverse date dell’invasione e scenari, ma l’esercito ucraino li ha calcolati tutti ed è pronto per loro.

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SANZIONI

Nel corso di un vertice informale sulla situazione ucraina i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione europea sono riusciti a mostrare un fronte unito nei confronti della Russia grazie al fatto che la discussione è stata ‘abbastanza breve e vaga’ da evitare divergenze, scrive il Financial Times, che poi riferisce, analizzandole, quali sono tali differenze. I leader dei paesi Ue non sono in pieno accordo su quale sia il tipo di attacco militare russo che porterebbe a innescare le sanzioni. Non, ad esempio, un colpo di mortaio nel Donbas, come avvenuto nelle scorse ore. I responsabili europei ‘sono ben consapevoli che determinare esattamente cosa Mosca sta e non sta facendo per destabilizzare o minacciare l’Ucraina può dimostrare di non essere una questione semplice’, annota il quotidiano finanziario. Alcuni paesi sarebbero più inclini ad un approccio graduale – colpire solo certi settori – altri ad un approccio più massimalista, ‘ma sembra che stia emergendo un consenso in merito al fatto che a innescare le sanzioni non debba essere solo un’invasione su vasta scala, ma anche diversi gradi di aggressione’. L’ufficio del servizio diplomatico di Bruxelles ha proposto, secondo fonti del Ft, una ‘lista nera’ di 27 cittadini russi da sanzionare in caso di attacco. La Polonia avrebbe preferito una lista iniziale di 55 persone.

LA TELEFONATA DEL GIORNO

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu terrà una conversazione telefonica con il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin su iniziativa della parte statunitense. Lo ha affermato il ministero della Difesa russo. ‘Il 18 febbraio 2022 si terrà una conversazione telefonica tra Shoigu e Austin. La conversazione si svolgerà su iniziativa della parte americana’, ha affermato il ministero in una nota. askanews

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