Manuela Arcuri e Di Gianfrancesco: la villa, il figlio e l’assegno che chiude un matrimonio

Manuela Arcuri

Manuela Arcuri

Stesso avvocato, stessa geometria: Antonio Conte, il legale che ha seguito Francesco Totti contro Ilary Blasi e Rocío Muñoz Morales nella separazione da Raul Bova, è ora il difensore di Manuela Arcuri nella sua separazione da Giovanni Di Gianfrancesco. L’accordo si è chiuso senza ricorrere al giudice: seimila euro mensili per il figlio Mattia, undici anni, affido condiviso e la villa di Roma sud che resta alla madre.

Causa scatenante, secondo le ricostruzioni, un tradimento scoperto nell’estate scorsa. Ironia della sorte: il film che i due hanno realizzato insieme si intitola “Tradita”. L’attrice di Latina e il produttore si separano dopo dodici anni insieme: seimila euro al mese per il piccolo Mattia, l’affido condiviso e la casa al figlio, mentre un tradimento avrebbe innescato la crisi già nella scorsa estate.

La separazione tra Manuela Arcuri e Giovanni Di Gianfrancesco si è chiusa senza battaglie legali: seimila euro mensili di mantenimento, affido condiviso del figlio Mattia e la villa di Roma sud che resta alla madre. Dietro la rottura, celebrata nel 2013 a Las Vegas e rinnovata nel 2022 a Bracciano, ci sarebbe un tradimento emerso nell’estate scorsa. Eppure il lavoro li tiene ancora legati: il film “Tradita”, prodotto da lui e interpretato da lei, uscirà nelle sale tra pochi giorni.

L’accordo che ha evitato il tribunale

Nessuna udienza, nessuna memoria difensiva. La separazione tra Manuela Arcuri e Giovanni Di Gianfrancesco si è definita in sede stragiudiziale, senza che la vicenda approdasse davanti a un giudice. I termini dell’intesa sono precisi: il produttore cinematografico verserà seimila euro mensili per il figlio Mattia, undici anni, a cui si aggiunge la copertura di una serie di spese ordinarie e straordinarie. Il bambino rimarrà con la madre nella villa che è stata residenza della famiglia, nel quadrante sud di Roma.

L’affido è condiviso fra i genitori, ma la decisione di lasciare Mattia con la madre è stata presa di comune accordo: il produttore viaggia spesso per lavoro, e la logistica ha prevalso su ogni altra considerazione. A tutelare l’attrice è Antonio Conte, avvocato romano con un curriculum che racconta molto dello strato sociale in cui si muove. È lo stesso legale che ha rappresentato Francesco Totti nella causa contro l’ex moglie Ilary Blasi, ed è lo stesso che ha assistito l’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales nella separazione da Raul Bova. Un profilo da specialista dei divorzi eccellenti, con una consolidata capacità di gestire trattative al riparo dall’attenzione mediatica.

Un tradimento all’origine della crisi

Il matrimonio aveva una storia lunga e, almeno in apparenza, solida. Celebrato a Las Vegas nel 2013, era stato rinnovato con una cerimonia nel castello Orsini-Odescalchi di Bracciano nel 2022 — lo stesso castello che aveva ospitato le nozze di Tom Cruise e Katie Holmes. Per anni la coppia non era mai diventata oggetto di gossip. Poi, nell’estate scorsa, qualcosa si è rotto.

Dietro la rottura potrebbe esserci un tradimento, o forse più di uno. Non esistono conferme ufficiali, ma i segnali erano stati leggibili con anticipo. Già in autunno Arcuri aveva cominciato a pubblicare sui social messaggi carichi di risentimento. “E poi arriva il giorno in cui capisci che certe persone non meritano più niente”, aveva scritto, aggiungendo altrove che chi ama davvero “non ti usa, non ti ferisce, non ti tradisce.” In ottobre aveva parlato di un buio da cui stava cercando di uscire. In una intervista al settimanale “Oggi” aveva detto, con una franchezza misurata, di stare attraversando “il periodo più brutto” della sua vita, pur dichiarandosi in via di guarigione.

Il film che unisce ciò che il matrimonio ha separato

Resta un’ironia difficile da ignorare. Tra pochi giorni uscirà nelle sale “Tradita”, film prodotto da Giovanni Di Gianfrancesco con Manuela Arcuri fra i protagonisti. Un titolo che, alla luce di quanto accaduto, assume una densità involontaria. Nel cast figura anche il piccolo Mattia: per lui, almeno nel lavoro, la famiglia è ancora unita.