Tragedia di Crans-Montana, l’ambasciatore italiano: non pagheremo le parcelle dei feriti

Crans Montana

L’Italia chiude la porta alla Svizzera sul pagamento delle fatture mediche ai feriti italiani coinvolti nella tragedia di Crans Montana. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, è categorico: le fatture svizzere per i soccorsi prestati a cittadini italiani non verranno pagate, né dallo Stato né dalle famiglie.

La posizione è quella già enunciata dalla presidente del Consiglio e ribadita in diretta televisiva a “Quarta Repubblica” su Retequattro. Il caso apre uno scontro diplomatico su un principio di fondo: chi salva una vita ha diritto a presentare un conto?

La posizione italiana: etica contro mercato

Cornado ha costruito il proprio ragionamento su un’opposizione esplicita tra i due sistemi nazionali. “L’Italia salva le vite gratuitamente, non fa pagare chi rischia la vita e viene salvato. Questo è l’approccio etico della Repubblica italiana”.

Una formulazione deliberatamente valoriale, che non si limita al piano giuridico-amministrativo ma invoca una scelta di civiltà. L’ambasciatore ha quindi riconosciuto l’obbligo reciproco: Roma pagherà il ricovero dei due cittadini svizzeri curati all’ospedale Niguarda di Milano. La simmetria, però, si ferma qui.

Berna fattura tutto, Roma non cede

Il sistema svizzero, ha sottolineato Cornado, funziona diversamente: “In Svizzera si fa pagare tutto, anche chi ha avuto la vita salvata da un medico, da un ospedale”. Una pratica che l’ambasciatore ha presentato non come una anomalia, ma come una scelta strutturale e culturale del Paese ospitante, incompatibile con i principi che regolano il sistema sanitario italiano.

La direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali aveva annunciato l’invio delle fatture al ministero della Salute. Cornado ha risposto senza esitazioni: “Che le mandino pure, noi non le pagheremo: questa è una certezza, e neanche le famiglie ovviamente”.

La tragedia di Crans-Montana

La notte di Capodanno tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, una gravissima tragedia ha colpito la località sciistica svizzera di Crans-Montana. Un’esplosione seguita da un violento incendio all’interno del bar Le Constellation, dove circa 400 ragazzi stavano festeggiando il veglione, ha causato una strage. Almeno 47 vittime accertate, tra cui molti giovani turisti stranieri. Oltre 112 persone sono rimaste ferite, molte delle quali con gravi ustioni.