Garlasco, Procura chiude indagini su Sempio: “Ha ucciso Chiara Poggi con crudeltà”. Verso revisione processo per Stasi

Contro l’indagato pesano la compatibilità del DNA sotto le unghie della vittima e il crollo del suo alibi storico.

Andrea Sempio e Alberto Stasi

Andrea Sempio e Alberto Stasi

L’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi giunge a un punto di svolta definitivo con la notifica dell’avviso di conclusione indagini ad Andrea Sempio. Il trentottenne, amico del fratello della vittima, è accusato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Secondo la ricostruzione dei magistrati di Pavia, il delitto sarebbe maturato a seguito di un rifiuto sessuale, ribaltando la verità processuale che ha condotto Alberto Stasi alla condanna definitiva.

La dinamica della violenza domestica

La ricostruzione della Procura di Pavia descrive un’azione di spietata linearità. Andrea Sempio sarebbe entrato nella villetta di Garlasco approfittando di una porta non serrata. Dopo un’iniziale colluttazione, l’indagato avrebbe colpito Chiara Poggi ripetutamente al volto e alla fronte con un corpo contundente. La giovane, nel tentativo di reagire, sarebbe stata trascinata verso la scala della cantina e colpita nuovamente fino a perdere i sensi.

L’atto finale si è consumato sui gradini del seminterrato dove l’assassino ha inferto gli ultimi colpi letali alla nuca. Le dodici lesioni rilevate sul cranio e sul volto della vittima giustificano la contestazione dell’aggravante della crudeltà. Il movente è invece individuato nell’odio scaturito dal rifiuto di un approccio sessuale manifestato dalla vittima poco prima dell’aggressione.

Le prove genetiche e ambientali

Il castello accusatorio poggia su pilastri tecnici che la difesa contesta con fermezza. Il DNA di Sempio è stato dichiarato compatibile con i residui organici rinvenuti sotto le unghie di Chiara Poggi, sebbene la perizia genetica non possa distinguere tra contatto diretto o trasferimento indiretto. A questo si aggiunge l’impronta numero 33 rilevata sulla scala della cantina, che gli inquirenti attribuiscono alla mano dell’assassino durante la risalita.

Un elemento determinante è costituito dalle intercettazioni ambientali captate nell’aprile 2025. Una microspia nell’auto di Sempio ha registrato un soliloquio nel quale l’uomo sembra ammettere l’approccio respinto e la visione di video intimi della vittima. Queste parole smentirebbero la versione ufficiale fornita per anni dall’indagato circa i suoi contatti con casa Poggi.

Il crollo dell’alibi storico

Un altro fronte critico riguarda lo scontrino di un parcheggio di Vigevano che per anni ha costituito l’alibi di Sempio. Le analisi sulle celle telefoniche lo collocherebbero invece a Garlasco nella fascia oraria del delitto, ora ricalcolata dai periti intorno alle 9:45. La Procura ha inoltre acquisito numeroso materiale cartaceo e informatico durante le perquisizioni, tra cui agende e pendrive che conterrebbero riferimenti all’ossessione dell’indagato per la giovane donna.

In questo contesto emerge la posizione di Marco Poggi, fratello della vittima e amico di Sempio, definito dagli inquirenti come “ostile” a causa di una presunta difesa d’ufficio dell’indagato che avrebbe portato a una parziale modificazione delle sue testimonianze rese nel corso degli ultimi diciotto anni.

La strategia della difesa legale

L’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Sempio, definisce paradossale la situazione processuale. La difesa sostiene che le frasi captate in auto siano mere riflessioni influenzate dalla massiccia esposizione mediatica del caso, tra podcast e programmi televisivi seguiti dall’indagato. Secondo il pool difensivo, Sempio stava semplicemente rielaborando informazioni già di dominio pubblico.

Resta aperto anche un filone d’indagine parallelo presso la Procura di Brescia relativo a presunte irregolarità nelle passate archiviazioni, che vede coinvolti il padre dell’indagato e un ex magistrato. La parola passa ora alla Procura Generale di Milano per l’eventuale esercizio delle prerogative superiori sulla chiusura del caso.