Legge elettorale, la maggioranza fissa al 15 settembre l’ok al Senato. E blinda il decreto migranti con la fiducia
Senato
Il Senato voterà la riforma elettorale il prossimo 15 settembre, mentre il governo ha deciso di ricorrere alla questione di fiducia sul decreto giustizia-migranti per blindare il provvedimento ed evitare divisioni nella maggioranza. La data certa della riforma elettorale è emersa al termine di una giornata segnata dalle trattative tra le forze politiche, che hanno ottenuto lo slittamento della presentazione degli emendamenti al primo settembre. Il testo tornerà poi alla Camera per l’ok definitivo prima dell’inizio della sessione di bilancio.
La calendarizzazione della riforma a Palazzo Madama prevede l’approdo in aula il 9 settembre, l’esame nei giorni undici e quattordici e il voto finale il 15 settembre. Questa tempistica è il risultato della mediazione del presidente del Senato Ignazio La Russa e tiene conto delle richieste avanzate da Forza Italia e dalle opposizioni per approfondire i contenuti delle audizioni. “Il termine prende atto sia dei contenuti delle audizioni e della necessità di approfondire dei punti sia delle interlocuzioni politiche in corso tra le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione”, ha dichiarato il presidente della commissione Affari Costituzionali Andrea De Priamo.
Il braccio di ferro sugli emendamenti
Il confronto tra i partiti della coalizione si sposterà all’inizio della prossima settimana con una riunione degli sherpa del centrodestra per definire i testi delle modifiche. Forza Italia chiede ulteriori correttivi, tra cui l’obbligo per i candidati nel listone collegato al premio di candidarsi capilista nelle liste dei collegi plurinominali, una revisione delle circoscrizioni estere e una riflessione sulle norme contro le micro-liste. Sulla questione delle preferenze, la strada indicata prevede capilista bloccati e fino a tre preferenze da scegliere in un elenco di sei candidati, con il rispetto della rappresentanza di genere.
Parallelamente al percorso della legge elettorale, l’esecutivo ha affrontato l’esame del decreto giustizia-migranti, la cui scadenza è fissata per l’undici agosto. Il provvedimento ha registrato tensioni interne alla maggioranza per via di un emendamento della Lega orientato a restringere i ricongiungimenti familiari. Di fronte al rischio di divisioni e voti disgiunti, il governo ha scelto la via della questione di fiducia, il cui voto è fissato per domani alle 9.30 a Palazzo Madama. La decisione è arrivata dopo che lo scontro sulle intercettazioni era stato disinnescato dalla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti proposti da Fratelli d’Italia.
