Franco Baresi in condizioni difficili, il Milan smentisce la voce della morte
Franco Baresi
Il Milan ha smentito la notizia della morte di Franco Baresi, circolata per alcune ore su social e siti minori, precisando che il vicepresidente onorario “sta affrontando un momento delicato” e invitando a rispettarne la privacy. La società ha pubblicato una nota sull’account ufficiale X, dopo che la voce aveva generato reazioni pubbliche e messaggi di cordoglio.
La smentita del club e la rimozione dei post
La diffusione della falsa notizia ha portato ex compagni come Filippo Galli e il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini a pubblicare messaggi di addio, poi cancellati. Il Milan ha ribadito che le informazioni circolate erano “prive di qualsiasi fondamento”, chiedendo di non contribuire alla loro propagazione. La presa di posizione ha indotto molti utenti a rimuovere i contenuti pubblicati nelle ore precedenti.
Le condizioni di salute
Baresi era stato operato nell’agosto scorso per l’asportazione di un nodulo polmonare e, secondo fonti vicine alla famiglia, sta affrontando una fase complessa del decorso. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli clinici. La preoccupazione è cresciuta dopo la diffusione della voce sulla sua morte, che ha trovato terreno nelle difficoltà degli ultimi mesi.
I segnali di ripresa
A novembre, tre mesi dopo l’intervento, Baresi aveva scritto sui social “Viva la vita”, frase interpretata come segnale di ottimismo. A dicembre era tornato in tribuna a San Siro, accolto da un lungo applauso. In seguito aveva partecipato alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina come tedoforo, insieme a Beppe Bergomi, e aveva rilasciato un’intervista alla Stampa commentando la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali.
L’attesa di aggiornamenti
La smentita del Milan ha riportato la discussione su un piano di cautela, mentre tifosi e appassionati attendono notizie ufficiali. Baresi, campione del mondo nel 1982 e capitano della nazionale vicecampione nel 1994, è considerato una delle figure più rappresentative della storia rossonera. La richiesta del club di rispettare la privacy riflette la volontà di tutelare il dirigente e la sua famiglia in una fase definita “delicata”.
