Vertice Lega-Nord: Fedriga e Zaia da Salvini, il Carroccio cerca un accordo prima di Pontida

Matteo Salvini e Luca Zaia

Matteo Salvini e Luca Zaia

Il confronto tra Matteo Salvini e il fronte del Nord della Lega si terrà oggi a Roma, a margine dell’iniziativa “A tua difesa”, promossa dal segretario per definire le proposte del partito in vista della legge di Bilancio. L’appuntamento arriva dopo giorni di tensioni interne, segnati dalle ipotesi di destituzione e dagli inviti a non trasformare il prossimo raduno di Pontida in una resa dei conti.

Il caso della presidenza al Senato

Sul tavolo c’è anzitutto il futuro di Massimiliano Romeo. Tra gli esponenti del fronte nordista, Romeo rischia di essere sostituito dalla presidenza dei senatori della Lega. Tra i possibili successori è stato indicato Claudio Borghi, che non ha escluso l’ipotesi: “Non lo so, io faccio quello che mi dice il partito”.

Il vertice dovrebbe coinvolgere Salvini e, forse, Claudio Durigon da una parte; Fedriga, Fontana, Fugatti e Zaia dall’altra. Non dovrebbe invece partecipare Giorgetti, che ha anticipato a ieri il proprio intervento all’iniziativa leghista, inizialmente previsto per oggi in concomitanza con il confronto.

Il fronte del Nord esclude però che la questione delle nomine dei vicesegretari possa rappresentare la soluzione delle tensioni. Fedriga ha ribadito che il tema non è sul tavolo e che da tempo è chiaro come quella non sia la risposta richiesta dai dirigenti settentrionali.

La distanza sull’identità politica

Il nodo riguarda soprattutto la linea politica. I nordisti contestano l’evoluzione sovranista della Lega e ritengono che l’identità tradizionale del partito sia stata indebolita dall’ascesa di Futuro Nazionale. Salvini, invece, continua a sostenere quella impostazione e anche ieri ha ribadito il proprio orientamento con un messaggio di congratulazioni ad AfD.

Prima di Pontida, nel fronte del Nord prevale comunque l’intenzione di evitare uno scontro aperto. “Un qualche appeasement prima di Pontida si troverà”, sostengono gli esponenti settentrionali, assicurando che non c’è l’intenzione di trasformare il raduno sul Sacro prato in una resa dei conti. Resta però senza una risposta la questione della possibile “quadra” interna.

Le candidature diventano decisive

Il secondo terreno dello scontro riguarda il Parlamento della prossima legislatura. La nuova legge elettorale, secondo la ricostruzione contenuta nel dossier, rende decisive le candidature dei capilista: con le attuali percentuali della Lega, gli eletti sarebbero sostanzialmente quelli collocati in cima ai listini, senza il meccanismo delle preferenze.

La scelta dei nomi acquista così un peso politico diretto. Stabilire chi occuperà le posizioni di vertice nelle liste significa anche definire gli equilibri futuri del Carroccio e la rappresentanza delle diverse aree interne.

Il confronto tra Salvini e i dirigenti del Nord arriva dunque su due piani collegati: la direzione politica della Lega e la composizione del gruppo parlamentare della prossima legislatura. Pontida sarà il passaggio successivo, ma il vertice di Roma rappresenta il primo momento formale di discussione tra il segretario e i principali esponenti settentrionali.

Salvini insiste sulla manovra

Sul piano delle proposte economiche, Salvini continua intanto a sostenere la propria linea. Tra le priorità indicate dal segretario c’è Quota 64 sulle pensioni, proposta che ha ricevuto anche il sostegno di Giorgetti.

L’altra proposta riguarda il contributo straordinario richiesto alle banche. Salvini vuole renderlo strutturale e non limitato a un solo esercizio: “Dovrà essere strutturale, non una tantum”. La misura dovrebbe arrivare anche in Aula, nonostante la contrarietà di Forza Italia.

Il segretario conta sul peso dei numeri parlamentari per superare le resistenze degli alleati: “Di fronte ai numeri, gli alleati diranno sì”. È anche su queste posizioni che Salvini arriva al confronto con il Nord, mentre la Lega cerca un punto di equilibrio interno prima di affrontare il passaggio di Pontida.