Migranti, Meloni valuta rinnovo controlli alla frontiera con la Spagna dopo i primi fermi

La premier: “Schengen si preserva solo difendendo i confini esterni della Ue”.

Incontro del Presidente Meloni con il Primo Ministro del Belgio De Wever (foto governo.it)

Incontro del Presidente Meloni con il Primo Ministro del Belgio De Wever (foto governo.it)

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro belga Bart De Wever si sono incontrati a Palazzo Chigi per definire una linea comune sulla difesa delle frontiere esterne dell’Unione Europea e sulla revisione delle interpretazioni delle convenzioni internazionali sui rifugiati. Il confronto tra i due capi di governo mira a rafforzare la tutela dello spazio Schengen tramite il contrasto ai traffici illeciti e il supporto alla Dichiarazione di Chisinau, aprendo al contempo le trattative sul futuro Quadro finanziario pluriennale Ue e sulla cooperazione industriale nel settore della difesa.

La convergenza tra Roma e Bruxelles riguarda prioritariamente la sostenibilità della libera circolazione continentale, la quale resta condizionata a una gestione rigorosa degli accessi esterni. L’intesa politica con la guida del governo belga poggia sulla partecipazione congiunta al gruppo di lavoro sulle migrazioni e sulle iniziative promosse all’interno del Consiglio d’Europa.

Convenzioni internazionali e difesa dei confini

“Rimango fermamente convinta che sia possibile preservare nel migliore dei modi lo spazio Schengen solo se si difendono i confini esterni dell’Unione, solo se tutti gli Stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e nella lotta all’immigrazione clandestina di massa”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Meloni al termine della sessione di lavoro.

L’asse d’azione bilaterale include l’adeguamento applicativo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, giudicato necessario per rendere più incisive le procedure di rimpatrio e il contrasto ai flussi irregolari. La base di partenza è rappresentata dalla Dichiarazione di Chisinau, documento sottoscritto da entrambi i Paesi che formalizza i progressi diplomatici ottenuti nei tavoli multilaterali.

Sullo sfondo della gestione dei flussi estivi e della pressione sulle rotte marittime e terrestri, l’Italia ha adottato misure straordinarie di contenimento, tra cui il ripristino temporaneo delle verifiche alla frontiera. L’impiego della clausola di salvaguardia ha interessato i collegamenti con la Spagna per una durata iniziale fissata in due settimane.

Controlli di frontiera e sicurezza nazionale

“Abbiamo adottato l’ultimo provvedimento per 15 giorni, quindi scadrà la prossima settimana; faremo una valutazione serena, obiettiva, come abbiamo fatto finora”, ha precisato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ricostruendo le motivazioni del provvedimento straordinario scaturito dalla concentrazione improvvisa di una quota stimata tra le 5.000 e le 10.000 persone in transito dal territorio spagnolo.

Il ripristino dei controlli risponde alla necessità di procedere alle compiute identificazioni dei soggetti in ingresso e di verificare i precedenti rilevanti per l’ordine pubblico. Analoghi interventi erano stati predisposti in precedenza lungo la frontiera orientale con la Slovenia.

“La sospensione ci ha fatto intercettare diverse persone che tentavano di entrare irregolarmente sul territorio italiano provenendo dalla Spagna, ma la stessa cosa è avvenuta nei due anni di applicazione di questa misura alla frontiera dell’est con la Slovenia e si parla di centinaia, migliaia di persone intercettate in condizioni di irregolarità, in alcuni casi anche segnalate nella banca dati dei Paesi europei per motivi di sicurezza nazionale”, ha ribadito il titolare del Viminale.

Tavolo negoziale sul bilancio comunitario

Oltre alle dinamiche di sicurezza e gestione dei confini, la riunione di Palazzo Chigi ha affrontato il dossier del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea. Le trattative sul bilancio comunitario vedono la posizione italiana attestata sulla difesa della dotazione finanziaria destinata alle politiche tradizionali.

“Rimaniamo convinti che si debba arrivare a un risultato all’altezza delle nuove sfide che è chiamata ad affrontare l’Ue”, ha osservato la premier Meloni, sottolineando l’interdipendenza tra la Politica agricola comune, i fondi di coesione e le misure straordinarie per la competitività industriale.

Il confronto tra i due esecutivi ha registrato punti di vista non sovrapponibili sulla distribuzione delle risorse finanziarie, ma ha confermato la disponibilità a concordare una mediazione soddisfacente per i rispettivi interessi nazionali. Non sono stati ancora resi noti i dettagli tecnici relativi alle cifre specifiche oggetto del negoziato contabile.

Interscambio economico e forniture della difesa

I rapporti bilaterali tra Italia e Belgio mostrano una crescita della quota di scambi commerciali, il cui valore complessivo ha superato la soglia dei 46,5 miliardi di euro. Nel Paese continentale si registra la presenza strutturata di oltre 300 aziende italiane afferenti ai principali settori manifatturieri e dei servizi.

La partnership strategica mira a un’ulteriore integrazione delle filiere produttive nazionali, con attenzione specifica ai comparti della transizione energetica, della logistica e delle infrastrutture di trasporto. Un’ampia convergenza riguarda lo sviluppo dell’industria militare, ambito in cui entrambi i Paesi hanno programmato un incremento della spesa pubblica e degli investimenti tecnologici.

“La storia ci ha unito in momenti importanti e purtroppo anche in momenti molto dolorosi; stiamo lavorando per rafforzare la nostra autonomia, per rafforzare le nostre capacità industriali e tecnologiche”, ha concluso la presidente del Consiglio, riaffermando la volontà di mettere a disposizione dell’industria europea le competenze delle aziende italiane per conseguire la sovranità strategica del continente.