Francia e Germania sono disposte a includere il Regno Unito nel perimetro del “Made in Europe” per l’industria automobilistica, a condizione che Londra accetti regole di piena reciprocità e si allinei alle misure europee di difesa commerciale. È quanto emerge dal documento congiunto sull’Automotive Package del 15 ottobre, pubblicato da Politico.
La proposta estenderebbe le regole ai partner europei che facevano parte del mercato unico al 1° gennaio 2020, includendo così il Regno Unito. Per accedere alle politiche di preferenza industriale, questi Paesi dovrebbero però adottare regole equivalenti a quelle europee e allinearsi alle misure contro l’aggiramento delle restrizioni commerciali, anche in relazione agli investimenti di Paesi terzi.
L’apertura potrebbe facilitare un accordo tra Londra e Bruxelles sull’accesso delle imprese britanniche alle politiche industriali europee. Secondo il Financial Times, Francia e Germania sosterrebbero l’inclusione britannica in cambio di un maggiore allineamento alle misure Ue, che potrebbe comprendere anche i dazi sulle auto elettriche prodotte in Cina.
Al momento il Regno Unito applica alle elettriche cinesi il dazio ordinario del 10%; nell’Unione europea, invece, i prelievi complessivi possono arrivare al 45,3%. L’eventuale adesione britannica alle regole dovrà comunque essere definita nei negoziati con gli altri Stati membri.
Supercrediti per le auto elettriche europee
Il documento franco-tedesco propone inoltre di rafforzare gli incentivi regolamentari per le auto elettriche prodotte in Europa. Il sistema prevederebbe un moltiplicatore di 1,2 per tutte le elettriche «Made in Europe», che salirebbe a 1,4 per i modelli piccoli.
I coefficienti aumenterebbero rispettivamente a 1,3 e 1,5 quando i veicoli utilizzano acciaio e alluminio europei a basse emissioni. L’incremento sarebbe calcolato in proporzione alla quantità di quei materiali impiegata.
I supercrediti permettono alle case automobilistiche di ottenere un trattamento più favorevole nel calcolo delle emissioni medie delle flotte. Secondo la proposta, entrerebbero in vigore presumibilmente nel 2027 e resterebbero applicabili anche dopo il 2035.
Incentivi pubblici legati alla produzione europea
Francia e Germania propongono inoltre di riservare gli incentivi pubblici all’acquisto, al leasing e al noleggio alle auto che rispettano specifici requisiti di produzione europea. I criteri riguarderebbero anche gli acquisti della pubblica amministrazione.
Per il biennio 2028-2029, i veicoli dovrebbero essere assemblati in Europa e avere almeno il 70% del valore dei componenti prodotto localmente, con le batterie escluse dal calcolo. Almeno il 10% delle batterie dovrebbe integrare tre componenti principali realizzati in Europa, comprese le celle. La proposta richiede inoltre la produzione nell’Ue di almeno metà dei componenti della propulsione elettrica e dei principali sistemi elettronici, oltre a una quota significativa di ricerca e sviluppo.
Dal 2030, la quota delle batterie con componenti europei salirebbe al 20%; raggiungerebbe il 70% nel periodo 2032-2034. Sono previsti anche requisiti aggiuntivi per i materiali dei catodi e i sistemi di gestione delle batterie.
La proposta farebbe quindi dipendere l’accesso agli aiuti pubblici e agli appalti dal rispetto dei criteri «Made in Europe». Francia e Germania chiedono inoltre di trasferire le disposizioni automotive dell’Industrial Accelerator Act direttamente nel pacchetto europeo per l’auto, così da approvarle rapidamente e in modo coordinato.

