Il governo italiano e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa sul Dl Bollette, il decreto-legge 21/2026 sui costi dell’energia. Lo ha annunciato Palazzo Chigi con una nota: l’Italia notificherà le misure a Bruxelles, che le valuterà “in via prioritaria”. L’accordo, però, è politico e preliminare. Per diventare definitivo serve un passaggio formale: Roma deve inviare alla Commissione il testo del provvedimento, aggiornato alle regole europee, e Bruxelles deve dare il suo via libera.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la conclusione della trattativa con la Commissione europea sul decreto bollette. “È stata lunga ma costruttiva”, ha detto al termine del Consiglio europeo, spiegando che l’intesa permetterà di intervenire sull’impatto del costo del gas sulla formazione dei prezzi dell’energia e di ridurre così le bollette. “È un risultato molto importante e ne sono molto contenta”, ha aggiunto.
Cosa è stato deciso, in concreto
L’intesa riguarda aiuti pubblici a famiglie e imprese per contenere il costo delle bollette, in particolare della luce. Il Dl Bollette rientra nel Middle East State Aid Framework, il Metsaf: è il quadro europeo temporaneo che consente agli Stati di sostenere l’economia colpita dalla crisi in Medio Oriente, entro regole precise.
Quelle regole servono a evitare che gli aiuti nazionali alterino la concorrenza nel mercato unico. Per questo la Commissione controlla ogni intervento di questo tipo. Palazzo Chigi ricorda che il confronto con i servizi di Bruxelles è stato fatto di “intensi e costruttivi” scambi, con l’obiettivo di limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’elettricità.
I paletti fissati da Bruxelles
La Commissione ha chiarito i limiti dell’accordo con un portavoce. La misura “avrà carattere temporaneo e sarà concepita per ridurre al minimo le distorsioni nel mercato dell’energia elettrica dell’Ue e per preservare gli incentivi agli investimenti a lungo termine nell’energia pulita”.
Il punto più netto riguarda cosa sarà rimborsato e cosa no. La compensazione coprirà soltanto l’aumento dei costi del gas. Resteranno fuori i costi dell’Ets, il sistema europeo con cui le aziende pagano le proprie emissioni di anidride carbonica. Il portavoce ha aggiunto che il beneficio dovrà arrivare per intero ai consumatori finali e che l’Italia dovrà notificare “rapidamente” i propri piani, “in conformità con il diritto dell’Unione europea”.
Dove le due versioni divergono
Qui si apre la questione politica. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha collegato l’accordo proprio all’Ets, parlando a margine del convegno dei Giovani di Confindustria. “Potremo utilizzare risorse che sono già state destinate al decreto per compensare le imprese dalle distorsioni del grave meccanismo, per noi folle, degli Ets”, ha dichiarato.
La Commissione, nella sua spiegazione, esclude invece i costi Ets dalla compensazione. Dalle dichiarazioni diffuse finora non emerge come le due letture saranno conciliate nel testo che Roma dovrà presentare. Non sono stati resi noti l’ammontare delle risorse coinvolte, la durata delle misure e le modalità con cui si verificherà che i benefici arrivino ai consumatori.
Il governo
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha espresso “soddisfazione per l’accordo politico preliminare”. Lo ha definito “un primo passo importante, frutto di un confronto intenso e costruttivo”, che permette di “attenuare l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese”.
Pichetto ha poi indicato i prossimi passi del governo. “A breve notificheremo alla Commissione Ue un nuovo testo della norma coerente con il quadro temporaneo di aiuti di stato per la crisi in medioriente (Metsaf), al fine di finalizzare l’accordo formale”, ha precisato, parlando di una fase “ancora caratterizzata da forti incertezze sui mercati energetici”.
La viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, ha parlato di risultati iniziali. “Il lavoro svolto ha dato i primi risultati”, ha dichiarato, aggiungendo che la priorità è ridurre il peso dell’energia su famiglie e imprese “senza compromessi sulla competitività del nostro sistema produttivo”.
I prossimi passaggi
Il calendario dipende ora dal governo: serve la notifica del nuovo testo. La Commissione ha promesso un esame prioritario, ma non ha indicato una data per la decisione.
Fino ad allora l’intesa resta un impegno politico. Il passaggio che dirà se le posizioni di Roma e Bruxelles, soprattutto sul peso dell’Ets, sono davvero compatibili sarà il testo notificato.

