Giorgia Meloni prepara una stretta sulle violenze di piazza con un decreto urgente atteso oggi alle 17.30 in Consiglio dei ministri. La presidente del Consiglio ha riunito ieri mattina a Palazzo Chigi i ministri competenti, i vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence per definire le nuove misure dopo i disordini del fine settimana, in particolare a Milano. Il provvedimento riguarderà anche i minorenni e i suoi contenuti saranno precisati nelle prossime ore, anche attraverso un’interlocuzione con il Quirinale.
Le misure allo studio del governo
La Lega ha anticipato alcuni interventi che potrebbero entrare nel decreto. I sottosegretari Andrea Ostellari e Nicola Molteni hanno indicato l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato, l’arresto obbligatorio per i reati di devastazione commessi durante le manifestazioni e la possibilità di procedere con un arresto differito entro 48 ore.
Il pacchetto comprenderebbe anche l’estensione fino a 24 ore del fermo preventivo e il rafforzamento degli strumenti di prevenzione, a partire dall’avviso orale disposto dal questore. Si tratta di misure annunciate dalla Lega, mentre la formulazione definitiva del decreto resta da definire.
Sul fronte minorile, il governo valuta il potenziamento degli organici dei tribunali per i minorenni e nuove risorse per aumentare i posti detentivi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità di intervento delle istituzioni di fronte al coinvolgimento di giovanissimi negli episodi di violenza.
La Lega rivendica la stretta
Matteo Salvini ha anticipato uno degli interventi destinati a interessare Milano, annunciando l’arrivo di “500 militari in più per difendere Milano”. La comunicazione arriva mentre il governo definisce il pacchetto di sicurezza e nella settimana che precede il congresso della Lega.
Il partito rivendica così il recepimento delle proprie richieste. Ostellari e Molteni hanno illustrato le misure che, secondo quanto riferito, dovrebbero accompagnare l’intervento del governo, dalla repressione delle devastazioni al rafforzamento della prevenzione.
Anche Antonio Tajani ha sostenuto la linea della fermezza. Il leader di Forza Italia ha assicurato che “il governo risponderà duramente a questi attacchi contro lo Stato”, indicando tra gli obiettivi anche l’adozione di strumenti capaci di fermare i minorenni violenti.
Mattarella richiama alla vigilanza
La riunione di Palazzo Chigi è stata aperta dalle relazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, responsabile della delega ai servizi segreti. L’analisi ha evidenziato un fenomeno definito complesso, caratterizzato da elementi nuovi rispetto al passato e da una pluralità di cause ancora da decifrare.
La valutazione segnala la difficoltà di interpretare gli episodi recenti e di individuare con precisione le dinamiche che li alimentano. Per questo il governo intende intervenire rapidamente, mentre la definizione delle singole norme resta aperta.
Da Imperia, Sergio Mattarella ha espresso “piena solidarietà alle forze dell’ordine” e ha definito le violenze “inaccettabili”. Il capo dello Stato ha però richiamato anche la necessità di affiancare alla risposta immediata un esame approfondito delle cause.
“Un’analisi intelligente e approfondita” e “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti”: sono le indicazioni del presidente della Repubblica, che ha sottolineato come questa novità ponga interrogativi da affrontare sotto diversi profili.
Il confronto con il Quirinale
Il governo punta a portare il decreto in Consiglio dei ministri domani pomeriggio, ma i dettagli saranno definiti nelle prossime ore anche attraverso il confronto con il Quirinale. Restano quindi da verificare il testo definitivo e la formulazione delle singole disposizioni annunciate dalla Lega.
La linea di Palazzo Chigi combina l’inasprimento degli strumenti di contrasto, il rafforzamento della prevenzione e interventi specifici sulla giustizia minorile. La valutazione delle cause delle violenze, sollecitata anche da Mattarella, resta un passaggio centrale per comprendere un fenomeno che le istituzioni considerano diverso da quelli osservati in passato.

