La procura di Roma ha ordinato ai carabinieri del Ros l’acquisizione della documentazione contabile e amministrativa sul Ponte sullo Stretto presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Dipe/Cipess, la società concessionaria e il consorzio di imprese.
- L’acquisizione dei documenti e le delibere sotto l’attento vaglio degli inquirenti
- I precedenti passaggi e i soggetti attualmente iscritti nel registro degli indagati
- La posizione del Ministero e la totale apertura garantita dalle istituzioni
- Le reazioni politiche e i prossimi passaggi dell’iter procedurale dell’opera
Il provvedimento, un ordine di esibizione di atti firmato dai magistrati del pool reati contro la pubblica amministrazione coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, rappresenta un sostanziale allargamento dell’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio aperta sulla realizzazione dell’infrastruttura.
L’acquisizione dei documenti e le delibere sotto l’attento vaglio degli inquirenti
L’attività investigativa odierna si focalizza sulla documentazione predisposta dalle istituzioni e inviata alla Corte dei Conti per l’attività di controllo preventivo.
Nel mirino del Ros sono finite in particolare la delibera Cipess numero 61 del 2025 e il decreto ministeriale numero 190 del primo agosto 2025. Gli investigatori dell’Arma stanno raccogliendo una mole imponente di file e delibere legati alle procedure amministrative di approvazione e alle cifre stanziate per la coperture finanziaria dell’opera.
I precedenti passaggi e i soggetti attualmente iscritti nel registro degli indagati
Il blitz odierno del Ros costituisce lo sviluppo operativo delle perquisizioni eseguite il 9 giugno scorso. In quell’occasione, la procura di Roma aveva disposto il sequestro di documentazione cartacea e dispositivi elettronici, compresi smartphone e personal computer, a carico di tre soggetti sottoposti a indagine: Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti in quiescenza dal febbraio precedente, Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato e già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina S.p.A., e un imprenditore il cui nome resta coperto da riservo istruttorio.
La posizione del Ministero e la totale apertura garantita dalle istituzioni
Il Mit ha reagito alla presenza dei militari diffondendo una nota ufficiale di chiarimento. “Tutti gli Uffici richiesti si sono resi immediatamente disponibili ad esibire ai Carabinieri del Ros l’intera documentazione, indicata dagli inquirenti, nella consapevolezza della regolarità amministrativa dell’iter procedimentale”, si legge nel comunicato diffuso dal dicastero che ha ribadito l’intenzione di proseguire il lavoro di concerto con la magistratura. “Il Ministero è e rimane a disposizione per esibire le centinaia di files, presenti e passati, relativi al procedimento in questione con spirito di piena collaborazione e in totale trasparenza. Ogni step è necessario per arrivare quanto prima alla realizzazione dell’opera”, conclude la nota.
Le reazioni politiche e i prossimi passaggi dell’iter procedurale dell’opera
Sull’intervento delle forze dell’ordine è intervenuto anche il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. “La procura fa il suo lavoro come è legittimo che faccia. Se c’è un’inchiesta in corso presumo sia una roba da magistrati, non è certo una roba da politici, quindi da questo punto di vista lasciamo che la procura debba fare quello che deve fare. Avrà ovviamente la massima disponibilità da parte di tutti per avere tutti i documenti”, ha concluso Rixi. Non sono ancora stati resi noti i dettagli relativi ad eventuali nuove iscrizioni nel registro degli indagati a seguito del materiale informatico e cartaceo acquisito durante la giornata.

