Il governo sta valutando l’introduzione di un tetto al prezzo del gasolio per contenere i costi della categoria dell’autotrasporto, mentre parte oggi l’erogazione di circa 500 milioni di euro diretti a 32.000 imprese del settore. Il ministro dei Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di un incontro svolto in Prefettura, ha formalizzato la strategia dell’esecutivo per disinnescare la mobilitazione del comparto dei tir, definendo i margini di intervento economico e la linea di condotta sulle criticità di ordine pubblico.
Liquidità immediata per le imprese
Lo sblocco delle risorse finanziarie mobilita un pacchetto complessivo pari a 1 miliardo di euro. La prima tranche, destinata alla copertura di quasi mezzo miliardo di euro, prevede un piano di liquidazione accelerato per 2.000 aziende al giorno rispetto a un bacino totale di 32.000 beneficiari. L’erogazione dei fondi mira a rispondere direttamente alle richieste di liquidità avanzate dalle imprese di piccole e piccolissime dimensioni, comprese quelle costituite da monoveicolari, fortemente penalizzate dall’incremento dei costi operativi.
La misura sul calo del carburante trae spunto da strumenti già adottati all’interno della cornice normativa europea. Il ministero sta verificando le opzioni tecniche per fissare una soglia massima al prezzo del diesel al distributore, applicando un meccanismo analogo a quello sperimentato in altri Paesi dell’Unione Europea per limitare la volatilità dei prezzi dei distillati medi.
Sblocchi viari e ordine pubblico
L’apertura al dialogo si adatta alla mappa dei disagi della rete viaria e logistica nazionale. Le trattative condotte nelle ultime ventiquattr’ore con le rappresentanze di categoria hanno portato all’interruzione di diversi presidi e alla riapertura della circolazione in snodi critici di Puglia, Calabria e Sicilia. Rimangono tuttavia ancora da identificare nel dettaglio i parametri operativi del calmiere e le coperture finanziarie strutturali per il bilancio dello Stato.
La linea dell’esecutivo scinde nettamente la vertenza sindacale dagli episodi di violenza segnalati lungo la rete autostradale. Il ministro ha evidenziato l’intervento del Ministero dell’Interno contro i responsabili dei danneggiamenti, quali il taglio delle gomme dei mezzi pesanti, le aggressioni ai danni dei conducenti in servizio e i blocchi non autorizzati di porti, aeroporti e arterie stradali.
Interventi mirati nel Mezzogiorno
La gestione della sicurezza si concentra in particolare nelle regioni meridionali, individuate come l’area a maggiore rischio di condizionamento. Il Ministero dei Trasporti intende proseguire i confronti diretti sia con le grandi associazioni di rappresentanza sia con i piccoli proprietari di camion, vincolando tuttavia la prosecuzione del tavolo all’isolamento degli elementi estranei alle dinamiche del lavoro.
Gli indicatori giudiziari ed economico-finanziari relativi agli investimenti complessivi per la transizione e il ristoro dei costi dell’autotrasporto determinano l’agenda dei prossimi incontri istituzionali. Il piano di rientro delle proteste resta subordinato alla regolare prosecuzione dei pagamenti quotidiani e alle verifiche del Viminale sui punti critici del traffico merci.

