Il fumettista Yoshinori Kobayashi ha chiesto ieri al Tribunale distrettuale di Tokyo di dichiarare invalida la riforma della legge sulla Casa imperiale, in vigore dal 24 ottobre, e ha domandato allo Stato un milione di yen di risarcimento per danni morali. La cifra equivale a circa 5.700 euro. Lo riferiscono le agenzie giapponesi Kyodo e Jiji Press, secondo cui Kobayashi chiede che le nuove disposizioni vengano dichiarate invalide.
Il ricorso nasce dalla convinzione dell’autore che la riforma, anziché tutelare la monarchia, ne minacci la continuità, perché introduce privilegi di nascita incompatibili con la Costituzione. Kobayashi ha definito il provvedimento una “legge per escludere la principessa Aiko”, figlia dell’imperatore Naruhito.
Cosa prevede il nuovo testo
La norma consente ai membri della famiglia imperiale di adottare uomini di almeno 15 anni, senza coniuge né figli, discendenti per linea maschile dalle undici casate che persero lo status imperiale nel 1947, durante l’occupazione americana. Le adozioni sono dunque aperte soltanto a questa platea. Gli adottati entrano di diritto tra i membri della famiglia imperiale ma non possono salire personalmente al trono. I loro discendenti maschi, invece, acquisiscono il diritto alla successione.
Il provvedimento permette inoltre alle principesse di conservare lo status imperiale dopo il matrimonio con cittadini comuni. Lo stesso status non viene riconosciuto ai mariti e ai figli. Resta in vigore il principio che riserva il trono ai soli discendenti maschi per linea paterna. Ne è esclusa la principessa Aiko, unica figlia dell’imperatore Naruhito.
Il nodo dell’articolo 14
Secondo Kobayashi, riservare la possibilità di adozione ai soli discendenti delle ex famiglie imperiali costituisce una discriminazione basata sull’origine familiare, vietata dall’articolo 14 della Costituzione giapponese. “La creazione di un nuovo sistema di caste è un problema gravissimo”, ha affermato il fumettista durante una conferenza stampa.
Nella sua lettura, ha aggiunto, la riforma poggia sull’idea che abbia valore soltanto il sangue trasmesso dagli uomini. I dubbi sulla compatibilità del meccanismo con il principio di uguaglianza non sono nuovi. Erano già emersi durante i lavori della commissione governativa di esperti incaricata di esaminare il nuovo sistema di adozioni.
Un nazionalista contro la destra
Kobayashi è una figura influente e controversa del dibattito culturale giapponese. Ha raggiunto la notorietà con il manga comico Obocchama-kun e dal 1992 usa la serie Gomanism Sengen per intervenire su questioni storiche e politiche, spesso da posizioni nazionaliste e conservatrici. Sulla successione imperiale è però da anni in aperta polemica con la destra favorevole alla sola linea maschile. In una serie di libri, tra cui Aiko Tenno-ron (“Teoria di Aiko Imperatrice”), ha sostenuto che le donne possano salire al Trono del crisantemo e, in particolare, che debba farlo la principessa Aiko.
Oggi il primo nella linea di successione è Fumihito, principe Akishino, fratello minore dell’imperatore. Lo segue il figlio ventenne Hisahito, unico membro della sua generazione a possedere i requisiti per salire al trono e quindi, presumibilmente, prossimo imperatore. Il ricorso colpisce uno dei capisaldi dell’esecutivo conservatore di Sanae Takaichi, sostenitrice del mantenimento della successione esclusivamente maschile. Non sono ancora stati resi noti la data della prima udienza e la posizione che il governo assumerà nel procedimento.
L’avvocato di Kobayashi, Rintaro Kuramochi, ha riconosciuto che ottenere una sentenza favorevole sarà difficile. Ha però sostenuto che l’azione giudiziaria sia l’unico strumento disponibile per sottoporre la questione a un giudice, in assenza di prospettive di una revisione parlamentare della legge.

