Alluvione improvvisa nel nord del Nepal, quasi quattrocento dispersi. La Farnesina cerca novanta italiani
L’ente statale nepalese incrocia i registri delle comitive internazionali mentre la sala operativa di Roma presidia i contatti con i presidi di Calcutta e Pechino.
L’improvvisa piena del fiume Bhote Koshi ha travolto questa mattina sentieri e vie di comunicazione nel distretto montano di Rasuwa, lasciando dispersi 384 viaggiatori tra cui 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi.
L’elenco preliminare delle persone non rintracciabili deriva dai registri operativi di dieci agenzie di viaggio attive sui percorsi dell’Himalaya. Il Tourism Board, la Polizia turistica e le forze di sicurezza nepalesi hanno avviato le verifiche sul campo in coordinamento con le guide e le amministrazioni locali, per determinare l’esatta posizione dei gruppi e accertarne lo stato di incolumità.
Tra i 291 viaggiatori internazionali censiti, il gruppo più consistente è composto da 105 cittadini di nazionalità indiana, a cui si aggiungono 37 individui registrati come indiani non residenti. La lista comprende inoltre comitive provenienti da Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malesia, Regno Unito e Sudafrica, mentre rimangono da definire le generalità e i Paesi d’origine di ulteriori escursionisti.
I controlli sui gruppi escursionistici
I contingenti più numerosi fanno capo all’agenzia Trekkers Society con 92 nominativi, a Samrat Tours & Travels con 71 e a Leaf Holiday con 55. Seguono Himalayan Glacier con 52 iscritti, Kailash Journey con 31, Fishtail Tours & Travels con 27, Alpine Eco Trek con 20, Kathmandu Holiday Tours & Travels con 17, Richa Tours & Travels con 12 ed Explore Vacation con 7 partecipanti.
L’autorità turistica statale ha chiarito che il computo attuale mantiene carattere provvisorio ed è soggetto a continui aggiornamenti, raccomandando ai familiari di attendere l’esito dei riscontri ufficiali. Alle persone presenti nei settori adiacenti al bacino fluviale è stato ordinato di interrompere gli spostamenti autonomi e di attenersi alle disposizioni di sicurezza diramate dai presidi territoriali.
Sul fronte diplomatico, il ministero degli Affari Esteri italiano ha avviato i protocolli di monitoraggio per escludere il coinvolgimento di cittadini italiani nel distretto montano colpito dagli smottamenti e dall’ondata di piena.
L’intervento dell’Unità di Crisi
“Stiamo verificando l’eventuale presenza di italiani nella zona della frana”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dei lavori del meeting di Rimini, confermando l’attenzione dell’esecutivo sulle 384 persone non rintracciate.
I dati raccolti tramite il portale ministeriale “Dove siamo nel mondo” indicano circa 90 cittadini italiani attualmente presenti nell’area compresa tra il Nepal e il Tibet. La Farnesina ha attivato i canali di assistenza per contattare i connazionali registrati, invitando chi si trova sul posto a segnalare la propria posizione tramite l’applicazione mobile “Viaggiare Sicuri”.
La rete diplomatico-consolare rimane operativa attraverso il centralino dell’Unità di Crisi a Roma (+39 06 36225) e i presidi territoriali competenti: il Consolato Generale a Calcutta (+91 9831212216), il Consolato Onorario a Kathmandu (+977 14538388 e +977 14529089) e l’Ambasciata a Pechino (+86 139 0103 2957) per le aree di confine tibetane.
