I poveri sono forieri di umanità e della pedagogia dell’amore

I poveri sono forieri di umanità e della pedagogia dell’amore
17 novembre 2020

Papa Francesco, nel corso della Messa in San Pietro, dedicata alla quarta Giornata mondiale dei poveri ha esortato a non lasciarci contagiare dall’indifferenza e ad impegnarci per l’aiuto ai più poveri, ai più bisognosi e agli anziani, oggi soggetti più deboli e più a rischio a causa della pandemia da Covid-19. Bisogna ricostruire una società che sia pervasa dall’altruismo e per farlo è necessario che la politica e la comunicazione sappiano emanare messaggi di solidarietà, di condivisione e altruismo. Purtroppo non è così. Domina, difatti, un atteggiamento oscurantista, non osteggiato da molti media, quasi ne fossero complici, che fa degli insulti, delle invettive e delle offese il suo strumento privilegiato. Più si offende, più si fa audience e più si è apprezzati. Quel che preoccupa di più è che nessuno ponga in essere provvedimenti giuridici per frenare ed anche punire tale atteggiamento deleterio. La comunicazione, molto spesso pagata e comprata da chi ha potere economico, è scarsamente obiettiva e non plurale e dà voce ai soliti “noti” e poca voce alle minoranze, ai poveri che non possono certamente acquistare spazi giornalistici.  Allo stesso modo opera anche parte della vita la politica che offende i più deboli, li denigra e li umilia perché non produttivi.

I poveri siamo noi, in quanto tutti possiamo impoverirci materialmente: ad essi, pertanto, deve essere diretta l’attenzione della politica e di quanti possono migliorarne lo stato economico e, conseguentemente, sociale. Essi devono essere inclusi nella società e viverne i diritti fondamentali al fine del riscatto della loro dignità umana, da cui si eleva un grido di dolore in quanto dolorosamente umiliata. I poveri siamo noi perchè sono esseri umani come noi, ai quali non è stata offerta la possibilità di essere inclusi nel contesto sociale. Essi parlano alle nostre coscienze al fine di scuotere. Ascoltiamoli, dunque! Perchè? Perchè tutti, come ho affermato poc’anzi, possiamo diventare poveri ed aver bisogno dell’aiuto degli altri. Poniamo in essere la solidarietà, quella forma di solidarietà attiva che non si configura come elemosina, ma provvedimento che agisce alla radice del male creando possibilità di riscatto sociale ed inclusione. C’è spazio per tutti. Dilatiamo gli spazi ubertosi! Solo in tal modo la nostra società diventerà più felice, perché a tutti sarà concessa la possibilità di una vita dignitosa.

Certamente tutti saranno più felici di vedere che il tessuto sociale è ubertoso e senza strappi e dolore. Diventiamo fratelli affettuosi! Il passo tra povertà ed inclusione sociale è breve. Dunque muoviamoci coesi e determinati e tendiamo la mano agli altri che vivono il disagio economico e sociale, perché nostri fratelli. Se non lo faremo anche noi diventeremo, man mano, sempre meno abbienti, ma soprattutto poveri moralmente. E’ la povertà morale a far sì che esista la povertà materiale e di tale povertà siamo complici se taciamo ed indifferenti andiamo oltre lo spettacolo della miseria materiale. Già si intravvedono, dolorosamente, esempi devastanti e pericolosi di povertà materiale dove essa non avrebbe mai dovuto manifestarsi. Difatti, alcune forme di giornalismo ne sono l’attestazione lampante. Sicuramente esse sono l’espressione di alcuni partiti politici, i cui valori umani sono molto discutibili. Prendiamo da tali forme di comunicazione la distanza! Lo potremo fare comunicando verità ed additando la necessità di far vivere l’amore fraterno, il rispetto della dignità umana e il rispetto delle varie classi sociali, difendendone i diritti fondamentali.

Abbiamo constatato come alcuni esponenti della politica nazionale ed internazionale siano privi di sentimenti umani, che essi deridono quasi ne traessero vigore e potessero dimostrare di essere superuomini. Ma è certo che il bene trionfi sul male e che tali politici siano sconfitti proprio dal loro cieco e spietato egoismo e dalla propria rozzezza umana. Sono fermamente convinto che la fede cristiana, che conduce all’altruismo e all’amore reciproco, potrà sconfiggere l’ipocrisia del potere finanziario e politico, perché è vero che un nuovo mondo può nascere. Il Covid-19 ci insegna che l’uomo è piccolo ed indifeso e che deve progredire verso il bene perché non lo ha mai fatto veramente, facendo del male a se stesso e al restante genere umano. L’ economia selvaggia ha creato morte e devastazione ed ora urge far vivere un’economia dal volto umano. Non vi è dubbio che Papa Francesco sia foriero di un messaggio di umanità che spero possa penetrare profondamente nell’animo umano pervaso dal buio della povertà dei valori. Ascoltiamo e seguiamo il suo messaggio per ricreare una nuova umanità!

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