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PoliticaPrimo Piano

Meloni indica la nuova linea: meno Trump, più interesse nazionale alle midterm

Redazione
Pubblicato: 2 Novembre 2026
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Donald Trump e Giorgia Meloni
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Giorgia Meloni ha archiviato la fase di vicinanza a Donald Trump e il centrodestra italiano sceglie il silenzio sulle elezioni di metà mandato, mentre il centrosinistra schiera Pd e Avs con i Democratici. La premier ha risposto a Bruno Vespa per il nuovo libro del giornalista e ha ricostruito il rapporto con la Casa Bianca dopo le critiche e le offese che Trump le aveva rivolto nei mesi scorsi.

Contents
  • Palazzo Chigi e gli alleati
  • Il Pd sceglie i Democratici
  • La Lega esce dal confronto
  • Vannacci indica una linea alternativa

“Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l’interesse nazionale”, ha dichiarato. La presa di posizione segna l’allontanamento dalla fase della presunta relazione speciale, senza rottura con Washington.

Palazzo Chigi e gli alleati

La linea tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca si è allentata, se non interrotta. Meloni rivendica la scelta iniziale e la considera utile: “quella vicinanza è stata davvero utile e anche molto apprezzata da tanti governi europei perché ha aiutato a tenere aperto il dialogo euro-atlantico anche nei momenti di maggiore incomprensione e anche a ricondurre nel giusto ambito, quello della Nato, problemi complessi come la Groenlandia e la sicurezza dell’Artico”. Aggiunge che rifarebbe tutto. La precisazione distingue il rapporto con Trump dalla relazione istituzionale con gli Stati Uniti, che il governo intende preservare anche in vista del G20 di Miami di dicembre.

Il Pd sceglie i Democratici

Il centrosinistra italiano ha scelto la parte democratica. Elly Schlein a maggio aveva indicato l’obiettivo: “Penso e spero che Trump pagherà un prezzo alto alle prossime elezioni di Midterm, perché è un presidente che aveva promesso di mettere fine ai conflitti e di migliorare le condizioni economiche degli americani”, ha dichiarato la segretaria del Pd. Nello stesso mese ha incontrato Barack Obama in Canada e Bernie Sanders a margine del Salone Internazionale del Libro di Torino. Sanders, con Alexandria Ocasio-Cortez, propone una wealth tax e una patrimoniale per i super-ricchi: temi graditi a Sinistra italiana e Avs, meno all’ala riformista del Pd, che guarda agli esponenti centristi dei Democratici.

Nicola Fratoianni indica Bernie Sanders come riferimento e apprezza Abdul El Sayed, candidato in Michigan, il sindaco di New York Zohran Mamdani, Donavan McKinney e Sam Forstag. La patrimoniale resta il terreno comune con la sinistra americana e con Avs. Matteo Renzi auspica la sconfitta di Trump ma rivendica altri modelli: “Sono cresciuto sognando Kennedy, Clinton, Obama”, ha ribadito.

La Lega esce dal confronto

Nel centrodestra la consegna è la distanza. Antonio Tajani, da ministro degli Esteri, coltiva i rapporti con l’amministrazione Usa, ma da esponente politico evita di entrare nella partita. Matteo Salvini ha rimosso il tema: dall’entusiasmo MAGA e dal sostegno al Nobel per la pace per Trump è passato alla difesa di Meloni e poi ai paletti sull’Iran. “Trump? Sono amico degli Usa, ma bisogna fermarsi finché siamo in tempo”, ha dichiarato nell’aprile scorso. La sua politica estera si concentra sull’Ucraina, con le critiche al sostegno senza condizioni a Kiev: “Mi darete il mandato di portare al Consiglio dei ministri la posizione chiara della Lega, non possiamo continuare a mandare soldi e armi”, ha detto al congresso del Carroccio, prima di un mezzo passo indietro.

Vannacci indica una linea alternativa

Roberto Vannacci non rinuncia a una posizione netta. “Trump ha scelto la linea Vannacci. Lo faccia anche l’Italia. Il governo dovrebbe smettere di seguire von der Leyen, dovrebbe smettere di foraggiare l’Ucraina per una guerra non nostra e dovrebbe fare gli interessi degli italiani. Per abbassare il costo dell’energia la dobbiamo comprare da chi ce la vende a minor prezzo”, ha scritto sui social commentando l’accordo tra Trump e Vladimir Putin sul gasolio. La dichiarazione non modifica la linea del governo, ma mostra la distanza interna alla maggioranza sul rapporto con Washington.

L’esito delle elezioni americane condiziona i rapporti tra Roma e Washington. Il G20 di Miami di dicembre rischia di essere complicato, soprattutto in caso di sconfitta di Trump. Il governo punta a mantenere il dialogo euro-atlantico e a evitare litigi pubblici con la Casa Bianca.

Il centrosinistra sostiene i Democratici con accenti diversi tra riformisti e sinistra radicale. Il centrodestra evita il confronto, con l’eccezione di Vannacci, mentre la Lega concentra la sua politica estera sull’Ucraina. La premier difende le scelte passate e mantiene aperto il canale istituzionale con Washington.

TAGGATO:AvsDonald Trumpelezioni UsaElly SchleinGiorgia MeloniMatteo Salvinimidtermpdpolitica italianastati uniti
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