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Lettura: Polonia, scontro sulla Corte costituzionale: l’opposizione vuole far cadere il governo
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APERTURA/NOTIZIEPolitica

Polonia, scontro sulla Corte costituzionale: l’opposizione vuole far cadere il governo

Eleonora Fabbri
Pubblicato: 3 Novembre 2026
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Karol Nawrocki e Donald Tusk
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Il conflitto sulla Corte costituzionale si risolve senza emendare la Carta: basta che il presidente Karol Nawrocki riconosca i magistrati eletti dal Sejm, alla vigilia dell’assemblea generale dei giudici. E’ quanto sostiene il premier polacco Donald Tusk secondo cui Nawrocki dovrebbe riconoscere i giudici eletti legalmente dalla camera bassa e permettere loro di iniziare a lavorare nel Tribunale.

Contents
  • Il quorum e le sospensioni
  • Dalle sospensioni alle manifestazioni di piazza
  • Due narrazioni, una sola istituzione
  • Zloty, deficit e dossier Glapiński
  • L’eco a Mosca, Minsk e Parigi

Il capo del governo polacco ha accusato il presidente di aver scelto lo scontro di forza e ha avvertito che un’ulteriore escalation potrebbe avere serie conseguenze per la Polonia. Ha assicurato che lo stato di diritto non cederà alla pressione politica.

L’intervento di Tusk arriva a poche ore dalla riunione dell’Assemblea Generale dei Giudici, convocata, ha indicato Anna Korwin-Piotrowska, probabilmente per oggi 3 novembre alle 15.30 nella sede del Tribunale a Varsavia. Korwin-Piotrowska dirige attualmente i lavori della corte.

Il quorum e le sospensioni

Il primo punto all’ordine del giorno è il numero legale. Secondo le norme richiamate da Korwin-Piotrowska, serve la presenza di due terzi dei giudici: con il numero complessivo fissato a 15, dieci persone. Restano da chiarire gli effetti della sospensione dalle funzioni del presidente Bogdan Święczkowski e del vicepresidente Bartłomiej Sochański, oltre a quelli della disputa sullo status di Jarosław Wyrembak.

Korwin-Piotrowska ha precisato che la decisione finale spetta all’Assemblea Generale. Non sono ancora stati resi noti i dettagli su altri eventuali punti all’ordine del giorno oltre alla questione del quorum.

Dalle sospensioni alle manifestazioni di piazza

L’escalation nasce dalle decisioni assunte venerdì 30 ottobre sulla direzione della corte. Alcuni giudici eletti dalla maggioranza filoeuropea, alle cui nomine si oppone Nawrocki, hanno disposto la sospensione di Święczkowski e Sochański. Korwin-Piotrowska ha assunto le funzioni di presidente e sul sito del Tribunale è comparsa l’informazione sulla sospensione dei due vertici.

Davanti alla sede di Varsavia si sono presentati la polizia in assetto antisommossa e i militanti del Pis, e si sono svolte manifestazioni. Il ministro della Giustizia aveva intanto avviato una procedura per revocare l’immunità del presidente della corte. Nawrocki, in viaggio verso il Senegal, ha interrotto la visita ed è arrivato nell’edificio nella notte tra venerdì e sabato. All’ingresso ci sono stati un duro scambio di parole e spintoni tra il presidente e un gruppo di giudici.

La crisi della corte va avanti da anni e riguarda la correttezza delle nomine, lo status di chi è stato scelto al posto di incarichi già occupati e il funzionamento del Tribunale. Nel marzo 2026 il Sejm ha eletto altri giudici, ma Nawrocki non ha ricevuto il giuramento di alcuni di loro. Ne è nato un nuovo conflitto di competenze tra parlamento, governo e Palazzo Presidenziale.

Due narrazioni, una sola istituzione

Il governo sostiene di agire per ripristinare l’indipendenza della magistratura costituzionale dopo anni di nomine e interferenze politiche sotto l’esecutivo di Diritto e Giustizia, e per rispettare la scelta del Sejm. Il ministro Waldemar Żurek ha annunciato che il Tribunale dovrebbe tornare a esaminare i casi nel giro di poche settimane, e ha ricordato gli arretrati nei ricorsi dei cittadini.

Nawrocki descrive quanto accade come una violazione dell’ordine costituzionale e un tentativo di prendere con la forza l’istituzione. Ha avviato consultazioni con i gruppi parlamentari: all’incontro di sabato erano presenti rappresentanti di una parte dell’opposizione, senza Coalizione Civica e Sinistra. Il 31 ottobre il Pis ha annunciato una mozione di sfiducia per sostituire il governo con un esecutivo tecnico fino alle elezioni dell’ottobre 2027. Non sono stati ancora resi noti i tempi del voto in aula.

Tusk si appella a una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo che riconosce al parlamento il diritto di nominare i giudici. Il 31 ottobre la Commissione europea ha chiesto a Nawrocki di convalidare le nomine.

Zloty, deficit e dossier Glapiński

Sui mercati lo zloty ha perso lo 0,4% sull’euro, in una seduta negativa per le valute emergenti. Gli investitori temono che lo scontro politico incrini la fiducia in un’economia da circa mille miliardi di dollari. Il deficit pubblico è stimato intorno al 7 per cento del prodotto interno lordo quest’anno.

Si aggiunge la disputa sul governatore della banca centrale Adam Glapiński. Un’inchiesta parlamentare ha concluso che avrebbe fatto favori al precedente governo di destra in vista delle ultime elezioni generali. Glapiński ha già fatto intendere che non rispetterà un’eventuale sospensione, citando una sentenza della Corte suprema che la esclude in base alle attuali norme parlamentari.

L’eco a Mosca, Minsk e Parigi

La tensione è stata utilizzata dalla propaganda russa e bielorussa. I media di Stato di Mosca hanno parlato di un presunto “tentato colpo di Stato”, mentre Minsk ha descritto la Polonia come simbolo di un’Europa frammentata. Varsavia affronta la sfida su due piani: rafforzare il confine orientale contro una minaccia militare concreta e mantenere la tenuta delle istituzioni interne.

Un governo diviso, un presidente in conflitto con il premier e una corte paralizzata possono rendere più complesso approvare riforme, gestire i conti pubblici e mantenere una linea unitaria su politica estera e difesa.

Il caso è entrato anche nella campagna elettorale francese. Il 31 ottobre Marine Le Pen ha espresso la sua “profonda inquietudine” per una “manovra forzata per prendere il controllo di un’istituzione costituzionale”. Il candidato socialista Raphaël Glucksmann le ha ricordato “le violazioni dello stato di diritto commesse dai suoi amici ultraconservatori in Polonia”.

TAGGATO:Adam GlapińskiDonald TuskKarol NawrockiPispoloniaSejmstato di dirittoTribunale costituzionaleunione europeazloty
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