Meloni torna a Niscemi e annuncia risorse per 150 milioni, Ciciliano commissario straordinario

La presidente del Consiglio è tornata in Sicilia sedici giorni dopo la prima visita, illustrando il decreto in arrivo mercoledì e incontrando sindaco, cittadini e comitati per costruire una risposta partecipata che eviti gli errori degli anni Novanta.

Meloni

Giorgia Meloni a Niscemi (foto governo.it)

Giorgia Meloni è tornata a Niscemi. La presidente del Consiglio ha compiuto oggi, lunedì 16 febbraio, una seconda ricognizione nelle zone devastate dal ciclone Harry, accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Il sopralluogo nella zona rossa del comune siciliano segue di sedici giorni la prima visita del 28 gennaio, quando l’emergenza era ancora nella fase più acuta.

Questa volta l’obiettivo è duplice: verificare l’avanzamento degli interventi e annunciare misure concrete. Dal cuore dell’area colpita, la premier ha confermato che mercoledì il Consiglio dei Ministri approverà un decreto con uno stanziamento immediato di centocinquanta milioni di euro destinati al solo territorio di Niscemi. “Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono”, ha dichiarato con nettezza. Le somme saranno vincolate a tre priorità: demolizione degli edifici pericolanti, messa in sicurezza del territorio, indennizzi per chi ha perso la casa o l’attività produttiva.

Nessuna forzatura sulla fascia di rispetto

La scelta di nominare Ciciliano commissario straordinario risponde a un’esigenza di velocità. “Non volevamo perdere neanche un giorno di tempo, così siamo già operativi con la struttura”, ha spiegato Meloni. Il prefetto, già capo della Protezione civile, potrà agire senza attendere nomine formali o insediamenti burocratici. Ma su un punto la presidente del Consiglio ha posto un freno deciso: la definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana. “Queste sono decisioni che si possono prendere solo su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni perché voglio dare delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare”, ha affermato con durezza.

Il tema è delicato: migliaia di persone attendono di sapere se potranno rientrare nelle proprie abitazioni. Eppure Meloni ha ribadito che non cederà alla tentazione di fornire scadenze irrealistiche. “Penso che non si debba forzare per la sicurezza, la salute e per la certezza. Noi vogliamo dare delle risposte certe. Su questo non posso e non voglio dare una tempistica di cui non sono certa”, ha insistito. E ha aggiunto: “Posso dire che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d’Europa e ci sono tutte le migliori eccellenze che noi abbiamo: il genio militare, la Protezione civile, i vigili del fuoco. Puntiamo a dare risposte certe quando lo sono. Per fare questo ci vuole del tempo, non è una decisione che si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile”.

L’incontro con cittadini e comitati

Dopo il sopralluogo tecnico, Meloni ha incontrato i cittadini evacuati. “È stato molto importante, penso che faccia la differenza sempre quando ci si mette la faccia e si parla direttamente con le persone per capire anche quali sono le loro paure, ma anche quali sono le loro speranze”, ha commentato. Il confronto ha coinvolto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, e i rappresentanti dei comitati locali. “Vorremmo che fosse partecipato tutto il confronto, che poi porterà ovviamente a dover dare vita alle ordinanze”, ha precisato la premier.

Al netto dello stanziamento e del lavoro sulle demolizioni, esiste un’agenda parallela: viabilità, scuole, sistemazione temporanea per chi dovrà abbandonare definitivamente la propria casa. “È un lavoro molto complesso, ma che vorremmo andasse in velocità. Per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana di fine anni Novanta”, ha sottolineato Meloni, evocando il precedente della frana del 1998 che lasciò Niscemi in uno stato di abbandono per anni.

Coordinamento con le Regioni, Schifani a Roma

L’intervento su Niscemi si inserisce in un quadro più ampio. Il governo sta mettendo a punto una risposta complessiva per tutti i territori colpiti dal ciclone Harry, in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate: Renato Schifani per la Sicilia, Roberto Occhiuto per la Calabria, Alessandra Todde per la Sardegna. “Per Niscemi c’è il commissario straordinario Ciciliano. Per il solo Comune di Niscemi c’è uno stanziamento di centocinquanta milioni di euro”, ha ribadito la presidente del Consiglio. Schifani, che oggi si trova a Roma per una serie di interlocuzioni istituzionali, ha accolto con favore il ritorno di Meloni sul territorio. “Accolgo con grande apprezzamento il suo ritorno oggi a Niscemi e nelle altre aree interessate dall’emergenza.

La sua presenza, accompagnata dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità”, ha scritto sui social il governatore siciliano. “La collaborazione tra Governo e Regione Siciliana è fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci. Continuiamo a lavorare, insieme, per assicurare alla Sicilia il supporto e gli strumenti di cui ha bisogno in questa fase delicata”, ha aggiunto. Anche il sindaco Conti ha espresso fiducia nell’esecutivo nazionale. “Sono sicuro che il governo nazionale avrà una grande sensibilità, così come è stato da parte del governo regionale”, ha dichiarato in una diretta su Facebook. “Dobbiamo risollevarci e riguadagnare fiducia. Dobbiamo continuare la nostra vita affrontando l’emergenza con il confronto”.