Nuova escalation, Washington colpisce obiettivi iraniani e Teheran chiude lo Stretto
Le forze armate degli Stati Uniti hanno attivato una nuova serie di operazioni aeree contro obiettivi distribuiti nel territorio iraniano, mentre Teheran ha disposto la sospensione del transito nello snodo marittimo del Golfo e si registrano esplosioni in diverse aree del Paese, inclusi centri portuali e zone prossime alla capitale.
Nuovi bombardamenti Usa in Iran al termine di una giornata di grande tensione. Media iraniani riferiscono di esplosioni udite in diverse località nei pressi dello Stretto di Hormuz, mentre raid hanno colpito anche un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars.
L’antiaerea si è attivata a Ovest di Teheran. Secondo l’agenzia Meher si registrano scontri in mare tra forze iraniane e statunitensi. I militari iraniani annunciano la chiusura dello Stretto di Hormuz. Per il Pentagono i raid sono un atto di “diplomazia coercitiva”.
Pressioni incrociate e minacce
Trump aveva dichiarato nel pomeriggio che gli Stati Uniti avrebbero colpito l’Iran “in maniera molto forte”, dopo una riunione nella situation room dedicata alla valutazione di un’operazione rapida. Il segretario della Guerra Pete Hegseth aveva anticipato attacchi “potenti e netti” contro “infrastrutture chiave”. Da Teheran era arrivata la risposta di essere pronti a reagire con durezza.
La Cina ha espresso “profonda preoccupazione” per il conflitto in Medio Oriente, invitando le parti a evitare ulteriori escalation. Intanto i negoziatori del Qatar, arrivati a Teheran per colloqui con la controparte iraniana, risultano ancora nel Paese, secondo quanto riferito alla CNN da una fonte diplomatica. La missione, avviata dopo consultazioni con Washington, punta a ridurre le divergenze residue tra i due governi.
Nuova ondata di attacchi
Il Comando Centrale Usa parla di “attacchi difensivi”, una “risposta alla continua e ingiustificata aggressione dell’Iran”. Notizie di esplosioni arrivano da diverse località, insieme all’attivazione della difesa aerea anche sulla capitale. Il comando iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz a ogni tipo di imbarcazione, comprese petroliere e navi commerciali, avvertendo che qualsiasi attraversamento sarà preso di mira.
Secondo media iraniani due navi che tentavano il passaggio sono state colpite dalla marina delle Guardie della Rivoluzione. L’annuncio è arrivato poco dopo la dichiarazione ufficiale sulla chiusura dello Stretto, in seguito agli attacchi statunitensi contro aree nel sud del Paese. Le forze del Comando Centrale Usa hanno iniziato alle 17.15, ora della costa orientale, ulteriori operazioni su ordine del Presidente.
Ripercussioni regionali immediate
Esplosioni sono state riportate nella città portuale di Bandar Abbas, secondo Al Jazeera, senza ulteriori dettagli. L’agenzia Mehr segnala un’esplosione nella provincia di Fars, attribuita all’attivazione dei sistemi di difesa aerea fuori dal centro abitato. Non risultano detonazioni all’interno della contea di Mohr.
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha diffuso un avviso di sicurezza ai cittadini americani, invitandoli a mantenere un elevato livello di prontezza e a seguire gli aggiornamenti locali. L’allerta prevede possibili interruzioni dei viaggi e chiusure improvvise dello spazio aereo. L’Iraq resta classificato da Washington al livello di rischio più alto, con la raccomandazione di evitare il Paese e di lasciare immediatamente il territorio se già presenti.
Obiettivi strategici e linea della Casa Bianca
Il segretario alla Difesa Hegseth ha dichiarato che il Comando Centrale “sarà molto impegnato” perché il Presidente ha annunciato che gli Stati Uniti “colpiranno duramente l’Iran”. Ha aggiunto che le forze americane sono concentrate sull’obiettivo fissato dalla Casa Bianca e che sono stati compiuti “grandi progressi”.
Secondo quanto riportato dalla CNN, Hegseth ha ribadito che gli Stati Uniti bombarderanno “strutture chiave” in Iran. Ha affermato che non si tratta di “riavviare qualcosa che non è necessario riavviare”, ma di creare le condizioni per ottenere l’accordo che il Presidente si aspetta. La dichiarazione è stata rilasciata davanti al quartier generale del Comando Centrale a Tampa, in Florida, mentre le operazioni erano in corso.
