Radicali, in Sicilia 1700 firme separazione carriere magistrati

Radicali, in Sicilia 1700 firme separazione carriere magistrati
6 agosto 2017

La Carovana per la Giustizia, promossa dal Partito Radicale e dall’Unione delle Camere Penali, e’ giunta a meta’ del suo percorso in Sicilia. Dal 29 luglio dirigenti e militanti del Partito Radicale sono entrati in undici carceri dell’isola, a cui oggi si aggiungono quelle di Caltagirone e Gela, per raccogliere sottoscrizioni alla proposta di legge per la separazione delle carriere tra pm e giudici e iscrizioni al Partito di Marco Pannella. La delegazione radicale rimarra’ in Sicilia fino al 13 agosto, per terminare ufficialmente il 15 con una conferenza stampa davanti al carcere romano di Regina Coeli. Ben 1700 le firme fino ad oggi raccolte sulla separazione delle carriere, sia negli istituti di pena che nei tavoli ed eventi pubblici organizzati con i penalisti delle Camere Penali Locali. A fare un primo bilancio dell’iniziativa e’ Maurizio Turco, della Presidenza del Partito Radicale: “Registriamo la patente, pervicace e reiterata ‘conventio ad escludendum’ del Partito Radicale, delle sue lotte, dell’apporto dei suoi militanti ad opera dei mezzi di informazione nazionali – radiofonici televisivi, cartacei, sia pubblici che privati – tranne lodevoli eccezioni. Silenzio tombale perche’ il regime ha unanimemente deciso – tant’e’ che tacciono tutti, tranne l’Unione delle Camere Penali – che non deve essere oggetto di pubblico dibattito la questione centrale della causa del sottosviluppo economico e sociale del Paese: la Giustizia. Continueremo fino al 31 dicembre a cercare i 3000 iscritti al Partito Radicale che altrimenti cessera’ le sue attivita’ e con esse quelle di Radio Radicale. Per scongiurare tutto questo abbiamo messo in vendita il primo 10% delle quote della Radio. Ma la coltre di assordante silenzio viola il diritto dei cittadini di conoscere per decidere, e viola il nostro diritto ad essere conosciuti per essere giudicati. Paghiamo il prezzo, non ci rassegniamo, resistiamo e andiamo avanti per battere la democrazia reale nella quale stanno soffocando il popolo per riaffermare lo Stato di Diritto”.

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