L’indagine arbitrale si estende, Rocchi verso il silenzio davanti ai pm. Tommasi nominato designatore ad interim

Dino Tommasi

Dino Tommasi

L’inchiesta sulle presunte interferenze arbitrali si allarga, con l’autosospensione di Gianluca Rocchi, la nomina ad interim di Dino Tommasi e nuovi elementi che collocano l’avvio del fascicolo oltre un anno fa, ben prima degli esposti che hanno acceso i riflettori sul sistema.

La convocazione e il cambio al vertice

Giovedì 30 aprile è la data fissata per l’audizione di Rocchi e di Andrea Gervasoni davanti al pm Maurizio Ascione. L’ex designatore, raggiunto da un avviso di garanzia su tre capi d’imputazione, dovrà chiarire il caso Udinese-Parma e le presunte designazioni “gradite” all’Inter in due partite della stagione 2024-2025. Non è ancora definito se risponderà alle domande, se rilascerà dichiarazioni spontanee o se sceglierà la facoltà di non rispondere. Le prime indicazioni suggeriscono che tanto Rocchi quanto Gervasoni potrebbero optare per il silenzio.

Nel frattempo, l’AIA ha affidato la guida delle designazioni a Dino Tommasi, 50 anni, di Bassano del Grappa, che assumerà l’incarico fino al termine del campionato. Una decisione che stabilizza il settore in una fase di forte esposizione pubblica e giudiziaria.

Le contestazioni e il ruolo dei testimoni

Il fascicolo nasce nell’estate 2024, quando l’assistente Domenico Rocca presenta un esposto e viene ascoltato dai magistrati sulle presunte “bussate” per orientare le decisioni degli addetti alla sala Var di Lissone. Quel filone viene archiviato dalla giustizia sportiva, ma resta aperto in sede penale. Rocca riferisce anche della scelta di arbitri ritenuti favorevoli all’Inter in momenti chiave della stagione.

Tre gli episodi contestati a Rocchi. Il primo riguarda il 2 aprile 2025, durante l’andata del derby di Coppa Italia, quando avrebbe deciso “in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro” la designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter. Il secondo episodio è del 20 aprile 2025, con la scelta di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno, ritenuta funzionale a garantire “direzioni di gara diverse” in vista della finale e delle ultime giornate di campionato. Il terzo episodio si sposta a Lissone, durante Udinese-Parma dell’1 marzo 2025, quando l’Avar Paterna cambia valutazione dopo un colloquio alle sue spalle. Ritenuto non credibile come testimone, viene indagato per falsa testimonianza.

Un’indagine più lunga e profonda

La ricostruzione temporale dell’inchiesta mostra un’estensione maggiore rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. La richiesta di proroga delle indagini preliminari al Gip, possibile solo dopo dodici mesi dall’iscrizione della notizia di reato, colloca l’avvio del procedimento ad almeno tredici mesi fa, includendo la sospensione feriale. Un dettaglio che indica come gli inquirenti fossero già al lavoro prima della semifinale di Coppa Italia del 2 aprile 2025, finita sotto osservazione per la presunta “schermatura” della designazione di Doveri.

La profondità temporale suggerisce inoltre l’uso di intercettazioni telefoniche già nella primavera 2025, rese possibili dal reato di frode sportiva, che prevede pene fino a sei anni di reclusione. L’indagine risulta così autonoma rispetto alle rivelazioni più recenti provenienti dall’ambiente arbitrale.

Gli altri filoni e le nuove iscrizioni

Il procedimento ha assorbito anche stralci di altre indagini, tra cui quella nata dall’esposto dell’avvocato veronese Michele Croce sulla partita Inter-Verona del 6 gennaio 2024. In un invito a comparire si cita un Avar che “in concorso con altri” avrebbe omesso l’on field review per un fallo di Bastoni. In sala Var erano presenti Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, entrambi denunciati da Croce e ora indagati. La posizione di Di Vuolo sarebbe vicina all’archiviazione, mentre quella di Nasca compare nell’avviso di garanzia consegnato a Gervasoni per un episodio relativo a Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025.

Secondo l’accusa, Gervasoni avrebbe “incalzato e sollecitato” Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giua all’on field review. Il suo legale, Michele Ducci, definisce l’invito a comparire “al buio”, in attesa di valutare la strategia difensiva.

Il fronte sportivo e le prospettive

Sul piano sportivo, il procuratore federale Giuseppe Chiné ha già richiesto gli atti alla procura di Milano. Le audizioni saranno rapide e, a differenza del procedimento penale, Rocchi e Gervasoni non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere. L’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, sottolinea che i fatti contestati evidenziano “criticità e profonda debolezza” del sistema arbitrale, ricordando la recente squalifica di tredici mesi del presidente AIA Zappi e le tensioni sull’uso del Var.

La difesa di Rocchi parla invece di un’inchiesta “anomala”, rilevando l’assenza di altri soggetti nell’ipotesi di concorso in frode sportiva. Una circostanza ritenuta comunque compatibile con la possibilità che nuovi nominativi emergano nel corso delle verifiche. La convocazione del 30 aprile resta il passaggio decisivo per definire la traiettoria dell’indagine e il futuro della governance arbitrale.