Oltre 200 persone sono state fermate a Milano nei disordini di ieri, causati da gruppi di giovani, in maggioranza minorenni, convocatisi sui social. La premier Giorgia Meloni ha convocato per domani a Palazzo Chigi una riunione sull’ordine pubblico, per fare il punto sulla situazione e valutare “ulteriori strumenti” contro chi sfrutta manifestazioni legittime per “seminare violenza e caos”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito oggi pomeriggio i vertici del Viminale.
Il vertice convocato a Palazzo Chigi
L’annuncio è stato affidato ai social. Meloni ha scritto che la riunione servirà a verificare la situazione e a studiare nuove misure di contrasto. La premier ha aggiunto che “difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti”.
Non sono ancora stati resi noti i partecipanti al vertice né le misure che il governo intende valutare. Le dichiarazioni diffuse finora non indicano se si tratti di interventi normativi o di indirizzi operativi per le forze dell’ordine.
La riunione al Viminale
Piantedosi ha tenuto oggi pomeriggio una riunione con il Capo della Polizia e i massimi dirigenti del ministero. Era collegato da remoto anche il questore di Milano, Bruno Megale, a cui il ministro ha fatto pervenire la gratitudine per gli uomini e le donne in divisa che hanno fronteggiato i disordini.
Secondo il Viminale, le violenze sono state provocate da gruppi di teppisti, in maggior parte minorenni, autoconvocatisi in modo improvviso e spontaneo attraverso i social. Sono stati preordinati servizi di sicurezza che hanno consentito di fronteggiare i gruppi sparsi nella città, di contenerne i danni e di fermare oltre 200 persone.
Oltre ai numerosi arresti, sono state avviate le attività di indagine per identificare i responsabili. Il Viminale ha precisato che la minore età di alcuni protagonisti non garantirà alcuna forma di impunità.
Il caso del commissario ferito
Tra i feriti negli scontri c’è Angelo De Simone, capo del commissariato Garibaldi-Venezia. Meloni ne ha pubblicato la fotografia sui social, accompagnandola con un messaggio dedicato al suo comportamento durante i disordini.
“A volto scoperto, ferito, senza arretrare”, ha scritto la premier, contrapponendolo a “chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere”. Meloni ha aggiunto che “lo Stato non è un concetto astratto” ed è “fatto di persone” che restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza. Non sono ancora state rese note le condizioni di De Simone né il numero complessivo dei feriti tra gli agenti.
Lo scontro con il sindaco
Piantedosi ha poi risposto al sindaco di Milano, che poche ore dopo l’appello di Meloni a condannare le violenze aveva criticato il numero di agenti schierati in Piazza Duomo, ritenuto inadeguato. Il ministro ha definito la posizione “il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic”, che a suo giudizio non riesce a condannare i violenti “senza qualche distinguo”.
Sul merito dei dispositivi, Piantedosi ha precisato che la loro adeguatezza “viene sempre verificata a posteriori”, anche per prepararsi alle sfide future di fronte a fenomeni emergenti. Ha però distinto la valutazione su come prevenire meglio le violenze dal tentativo di “spostare l’attenzione da chi le commette”.
Il ministro ha giudicato “inaccettabile” l’ipotesi di diluire la responsabilità dei violenti in una polemica sul numero dei poliziotti. In piazza gli agenti “c’erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori”, ha dichiarato.
Le regole d’ingaggio
Piantedosi ha motivato le difficoltà di contenimento con le regole d’ingaggio. Chi indossa la divisa, ha spiegato, agisce con senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e usa la forza pubblica solo quando è strettamente necessario.
Il Viminale ha contrapposto questa condotta a quella di chi, dopo aver colpito e provocato danni, si lamenta “a favore di telecamera” quando la polizia effettua cariche di alleggerimento. Secondo il ministero, le forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare, intervenendo con equilibrio nelle situazioni critiche.
La linea del governo
La posizione ufficiale del Viminale prevede prevenzione delle violenze e responsabilità penali individuali, con l’applicazione delle leggi vigenti. Piantedosi ha definito gli autori degli scontri “professionisti del disordine” e ha dichiarato che il governo “non si farà intimorire o condizionare da chi sceglie la strada della prevaricazione”.
Il vertice di domani a Palazzo Chigi dovrà chiarire se l’esecutivo intende affiancare a questa linea nuovi strumenti normativi. Restano da definire anche gli esiti delle indagini sui fermati, tra cui i minorenni, e la valutazione sul dispositivo di sicurezza in Piazza Duomo, oggetto del confronto con l’amministrazione milanese.

