In Sicilia nasce l’Azienda Zero che mira a rivoluzionare la gestione della sanità. Una struttura unica destinata a gestire le forniture e il personale di tutto il sistema dell’isola. La novità è contenuta nella nota di aggiornamento al Defr 2027-2029, approvata dalla giunta Schifani, che traccia una nuova rotta per le procedure di spesa del settore.
L’obiettivo dell’esecutivo è unificare gli approvvigionamenti di beni e servizi sotto una sola regia, togliendo autonomia d’acquisto ai singoli enti territoriali. In alternativa all’Azienda Zero, il piano prevede di fondare una società partecipata appositamente dedicata a questo compito.
Addio alla vecchia Centrale unica
Il nuovo corso segna il superamento dell’attuale Centrale unica di committenza, finora strutturata come semplice ufficio speciale della Regione. Al suo posto subentrerà un modello societario o manageriale capaci di contrattare i prezzi con maggiore forza e rigore.
La riforma punta a riorganizzare le voci più gravose dei bilanci sanitari, ovvero gli acquisti di forniture e la gestione del personale. Accentrare queste operazioni permetterà di abbattere gli sprechi generati dalla sovrapposizione delle gare d’appalto tra le varie aziende sanitarie provinciali.
La rete di sicurezza per il disavanzo 2026
Accanto alla riorganizzazione degli appalti, il documento fa il punto sui conti, registrando per il 2026 un disavanzo nel settore sanitario. Le contromisure messe in campo dal governo riducono la cifra a 400 milioni di euro, senza che questo comporti tagli o preallarmi sui bilanci.
La soluzione finanziaria poggia su un meccanismo a doppio binario definito nel bilancio di previsione 2027-2029. La manovra assicura una copertura annua di 104 milioni di euro per ciascun esercizio, a cui si sommano 300 milioni già accantonati nel Rendiconto 2025.

