Bastoni ammette la simulazione, Chivu attacca i perbenisti: la vigilia di Champions chiude la bufera del derby

Il difensore dell’Inter riconosce di aver accentuato la caduta ed esprime rammarico per l’esultanza successiva

Alessandro Bastoni

Alessandro Bastoni

Alessandro Bastoni sceglie la vigilia della partita di Champions League contro il Bodø/Glimt per affrontare la bufera scoppiata dopo Inter-Juventus.Il centrale nerazzurro, intervenuto in conferenza stampa, ha rotto il riserbo mantenuto nei giorni successivi al match di San Siro del 14 febbraio 2026. Ha ammesso senza giri di parole l’amplificazione del contatto minimo subito da Pierre Kalulu, azione che ha indotto l’arbitro Federico La Penna a estrarre il secondo cartellino giallo al difensore bianconero, determinandone l’espulsione.

Un contatto lieve, una caduta accentuata

Bastoni ha atteso di rivedere le immagini prima di esprimersi. “Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendo le immagini, è stato assolutamente accentuato”, ha dichiarato. L’ammissione è netta: il difensore si assume la responsabilità dell’episodio che ha condizionato il derby d’Italia. Più ancora del gesto in sé, però, lo rammarica la reazione immediata successiva all’espulsione dell’avversario: un’esultanza plateale che ha alimentato le accuse di antisportività.L’episodio ha scatenato un’ondata di polemiche, con la Juventus che ha protestato per l’errore arbitrale – riconosciuto come tale anche dal designatore Gianluca Rocchi – e con il dibattito che si è spostato rapidamente sui social network.

Minacce di morte a moglie e figlia

Il tono cambia quando Bastoni parla del contraccolpo personale. Lui si dice abituato alla pressione e alla gogna mediatica, citando le parole del presidente Giuseppe Marotta. Ma il disagio diventa profondo quando il discorso si sposta sulla famiglia. “Mi dispiace di più per mia moglie e per mia figlia”, ha affermato. La consorte ha ricevuto commenti con minacce di morte e auguri di malattie gravi, frasi prive di senso e di misura. Lo stesso trattamento è toccato all’arbitro La Penna, bersagliato da insulti analoghi al punto da spingerlo a denunciare il tutto alla polizia postale.Bastoni non usa attenuanti: “Questa è una cosa che va assolutamente condannata”. Il confine tra critica sportiva e violenza verbale è stato valicato, con conseguenze che colpiscono persone estranee al rettangolo di gioco.

La sfida norvegese senza alibi

Lo sguardo torna ora al campo. Domani l’Inter affronta il Bodø/Glimt sul sintetico norvegese, gara di andata dei playoff di Champions League. Bastoni promette continuità: “Sarò quello che avete sempre visto in oltre trecento partite in carriera”. Analizza l’avversario senza concessioni: squadra organizzata, con qualità e rapidità nelle ripartenze. Il manto artificiale cambierà i tempi di reazione e i cambi di direzione, ma il difensore esclude ogni alibi.
 
La chiusura è una riflessione generale, pronunciata con tono pacato ma fermo. “L’essere umano per essere definito tale deve avere il diritto di sbagliare, ma deve avere l’altrettanto dovere di riconoscere l’errore. Io oggi sono qui appositamente per questo”. Un’assunzione di responsabilità pubblica che punta a chiudere il capitolo e a riportare l’attenzione sul terreno di gioco, dove Bastoni intende dimostrare, con i fatti, di aver voltato pagina.