“Stanotte non abbiamo chiuso occhio”: italiani bloccati a Dubai mentre i missili cadono sugli Emirati

Vip, sportivi e funzionari dello Stato si trovano intrappolati negli Emirati Arabi Uniti dopo la chiusura totale degli spazi aerei seguita all’offensiva statunitense e israeliana contro Teheran. Tra loro anche il ministro Guido Crosetto, già in viaggio di rientro verso Roma.

DAmbrosio

Danilo D'Ambrosio

Spazio aereo chiuso, voli cancellati, missili avvistati sopra le città. L’offensiva condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha trasformato in poche ore gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar in zone di emergenza, bloccando decine di italiani — tra vip, atleti e funzionari dello Stato — che non riescono a rientrare in patria. Tra loro, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, già nelle prime fasi del rientro verso Roma.

BigMama e la notte senza sonno

La cantante BigMama è tra le voci più ascoltate di questa crisi improvvisa. Il suo appello sui social, diffuso nelle prime ore dell’emergenza, ha raggiunto centinaia di migliaia di persone: “Ciao ragazzi, stasera vi chiedo di darci una mano, perché stiamo vivendo un vero incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione, quindi vi prego di condividere, di ascoltare, di cercare di muovere tutte le forze possibili.” Parole pronunciate con voce tesa, il tono di chi non ha dormito. “Stanotte non abbiamo chiuso occhio, si continuano a sentire rumori dal cielo. Noi stiamo bene, non abbiamo notizie. Vogliamo solo tornare a casa.”

Stesso scenario per Carlotta Gagna, istruttrice fitness con sede a Dubai, nota per i tutorial di allenamento domestico che pubblica regolarmente sui propri canali social. La situazione della Gagna sembra in leggero miglioramento rispetto alle ore più critiche: la trainer si è trasferita in una zona più tranquilla rispetto alla propria abitazione. “Stiamo bene, stanotte abbiamo dormito poco, e stamattina molto presto ci siamo spostati in una zona molto più tranquilla rispetto a casa nostra. Ci sentiamo molto più al sicuro tutti e tre insieme”,

Mancini sorpreso in chiesa a Doha

A circa quattrocento chilometri di distanza, in Qatar, anche Roberto Mancini è rimasto travolto dall’escalation. L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana allena l’Al Sadd di Doha dallo scorso novembre. Il messaggio di allarme del governo qatariota lo ha raggiunto durante la messa del sabato mattina, insieme ad alcuni suoi collaboratori: un avviso simultaneo inviato a tutti i telefoni dei residenti, con l’ordine di rientrare nelle abitazioni e attendere nuove disposizioni.

La giornata sportiva è stata interrotta di colpo. Poco prima dell’allarme, l’Al Sadd aveva battuto l’Al Duhail per tre a uno, portandosi a più quattro in classifica sulle rivali. Il campionato è stato sospeso prima della conclusione del turno. “Qui hanno sospeso tutte le attività, non si è conclusa neanche la giornata di campionato che per noi era cominciata con una vittoria. Scuole serrate, sport abolito, strade deserte. Siamo tutti chiusi in casa”, racconta Mancini.

Il Cuneo Volley a poche centinaia di metri dagli impatti

Negli Emirati Arabi Uniti si trovano anche i giocatori del Cuneo Volley, impegnati in un torneo internazionale a Dubai al termine della regular season di Superlega. La delegazione — atleti, staff tecnico e dirigenza — è al sicuro, ma la collocazione geografica non lascia tranquilli: la squadra si trova a poche centinaia di metri da alcune delle aree colpite dagli attacchi missilistici iraniani.

“Stiamo bene”, ha dichiarato il presidente Gabriele Costamagna. Il messaggio è stato amplificato sui social dallo schiacciatore Ivan Zaytsev: “Qui l’aria è pesante ma stiamo tutti bene. Un saluto speciale alle nostre famiglie. Tenete i nervi saldi.” Il coach Matteo Battocchio ha aggiunto con tono asciutto: “Non piacevolissimo trovarsi esattamente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Grazie per i messaggi, stiamo bene”.

D’Ambrosio e il questore di Roma: due italiani fermi

Danilo D’Ambrosio, ex difensore di Inter, Torino e Monza, era atteso in partenza da Dubai nella giornata di ieri. La situazione è precipitata nel giro di poche ore: un drone ha colpito la città, altri missili hanno centrato diversi hotel di lusso, e i voli sono stati sospesi. D’Ambrosio è al momento impossibilitato a rientrare in Italia.

Analoga la condizione del questore di Roma Roberto Massucci, in viaggio negli Emirati per motivi personali. Massucci non ha corso rischi diretti, ma non può lasciare il paese. Ha mantenuto un contatto costante con la Capitale: più volte al giorno, anche in videoconferenza, si è collegato con i dirigenti della questura per coordinare i piani di sicurezza della città. Il lavoro non si è fermato, anche a migliaia di chilometri di distanza.