Non solo remigrazione. La manifestazione del 18 aprile in piazza Duomo a Milano segna un cambio di passo nella strategia della Lega. Matteo Salvini punta a saldare i temi identitari con quelli economici, cercando di intercettare il disagio diffuso legato all’aumento dei prezzi dell’energia.
Nel Consiglio federale riunito in via Bellerio, durato due ore, il partito ha definito i dettagli organizzativi e la partecipazione dai territori. Il messaggio resta quello dello slogan “Senza paura, padroni a casa nostra”, ma il perimetro si allarga. L’obiettivo è parlare anche a imprese e lavoratori colpiti dall’inflazione energetica.
L’attacco alle regole Ue
Il bersaglio principale resta l’Unione Europea. Salvini insiste sulla necessità di superare “le assurde regole europee che rischiano di impoverire cittadini, famiglie e imprese in difficoltà per il costo di bollette, luce, gas e carburante”. Una linea già consolidata, ma ora rafforzata dall’emergenza prezzi.
Il leader leghista contrappone le priorità di spesa. “È inaccettabile che si possano spendere miliardi per armi e non per aiutare a pagare bollette e benzina”. Una posizione che mira a intercettare un sentimento diffuso, soprattutto nei territori produttivi del Nord.
Le tensioni nella maggioranza
Accanto al fronte europeo, emerge quello interno. La Lega punta il dito contro il ministro delle Imprese Adolfo Urso, accusato di una risposta insufficiente alle speculazioni sui prezzi dell’energia. Una critica che si inserisce nel gioco dei distinguo all’interno della maggioranza.
Secondo i leghisti lombardi, il problema si trascina dalla guerra in Ucraina. “È dalla guerra in Ucraina che chiediamo di supportare famiglie e imprese, ma poco è stato fatto”. L’accusa si estende anche alla gestione della crisi di Hormuz, considerata un’occasione mancata per prevenire nuovi rincari.
Il nodo della crescita
Sul fondo resta la preoccupazione per il quadro macroeconomico. Giancarlo Giorgetti ha recentemente lanciato un allarme recessione, condiviso dai governatori del Nord. Un timore che rafforza la pressione per misure straordinarie.
La richiesta principale è la sospensione del Patto di stabilità europeo. Un obiettivo complesso, sebbene sostenuto anche dalla presidente del Consiglio. In parallelo, la Lega rilancia il tema dei salari differenziati per territorio. “L’inflazione colpisce tutti, ma il costo della vita al Nord è ancora più alto”.
La manifestazione milanese diventa così un banco di prova. Non solo per la capacità di mobilitazione, ma per ridefinire l’agenda politica del partito tra identità e economia reale.