Fine vita, Forza Italia tenta la svolta ma il Parlamento resta fermo

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Camera dei deputati

Le aperture di Forza Italia sul fine vita riaprono una discussione rimasta bloccata per mesi in Senato, ma non cancellano le distanze tra maggioranza e opposizione. Sul tavolo restano il testo Zanettin-Zullo, contestato dalle minoranze, e la richiesta di calendarizzare rapidamente la proposta sostenuta dalle opposizioni. Sullo sfondo pesa il nodo del Servizio sanitario nazionale e la difficoltà del centrodestra di trovare una linea comune.

Le mosse degli azzurri

Il dossier è fermo da mesi in commissione, dove giace il testo elaborato dai relatori Pierantonio Zanettin, di Forza Italia, e Ignazio Zullo, di Fratelli d’Italia. Le opposizioni lo considerano restrittivo rispetto ai confini fissati dalla Corte costituzionale, soprattutto per i criteri di accesso al suicidio assistito e per l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dal percorso applicativo.

A riaprire il confronto sono state le dichiarazioni del capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa, che su “La Repubblica” ha parlato della necessità di colmare il “vuoto legislativo” evitando una frammentazione regionale. “Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa. Sono fiducioso”, ha detto Costa, rilanciando l’ipotesi di un’intesa parlamentare entro la fine della legislatura.

Le parole dell’esponente di Forza Italia sono arrivate dopo l’appello dei presidenti dei gruppi democratici di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, che avevano chiesto di portare immediatamente il provvedimento in aula a Palazzo Madama. Una richiesta ribadita anche nelle ore successive.

Il pressing delle opposizioni

Il senatore dem Alfredo Bazoli ha ricordato che la Consulta attende da quasi otto anni un intervento legislativo sul suicidio assistito. Per il Partito democratico la priorità è fissare subito una data certa per l’approdo in aula della proposta sottoscritta dalle opposizioni.

“Non vi è oggi altra strada”, ha sostenuto Bazoli, accusando la maggioranza di avere trasformato la commissione in una “palude” paralizzata dalle divisioni interne. Secondo il parlamentare dem, tornare alla discussione preliminare significherebbe affossare definitivamente la legge.

La risposta di Forza Italia è arrivata dalla capogruppo al Senato Stefania Craxi. “La mia intenzione è chiedere alla commissione che riprenda l’iter del fine vita sulla base del testo Zullo-Zanettin che mi sembra un buon punto di partenza”, ha spiegato. Una posizione respinta da Boccia, che ha ricordato come il ddl Bazoli sia fermo da oltre due anni e mezzo e come il testo alternativo della maggioranza non abbia prodotto alcun avanzamento concreto.

Il nodo della sanità pubblica

Forza Italia continua a sostenere la necessità di arrivare a una legge entro la legislatura. Lo ha confermato anche il relatore Pierantonio Zanettin, parlando di un “rinnovato impegno” del partito sul tema.

La scorsa settimana, a Palazzo Madama, una riunione con il viceministro Paolo Sisto e con i capigruppo Costa e Craxi ha fatto il punto sullo stato della trattativa. Il principale elemento di attrito resta il ruolo del Servizio sanitario nazionale. Nel testo Zanettin-Zullo il sistema sanitario pubblico viene di fatto escluso dai percorsi di accesso al suicidio assistito, una linea sulla quale Fratelli d’Italia non sembra intenzionata a cedere.

Per il Movimento 5 Stelle si tratta del nodo centrale. Mariolina Castellone ha accusato la maggioranza di muoversi “nella direzione sbagliata”, contestando sia la limitazione ai pazienti sottoposti a trattamenti sostitutivi di funzioni vitali sia l’estromissione della sanità pubblica dal percorso di fine vita.

Anche Azione ha chiesto una legge nazionale che recepisca integralmente le condizioni indicate dalla Corte costituzionale, superando sia le frammentazioni regionali sia quello che definisce uno “scontro ideologico” tra opposte visioni etiche.

Le pressioni delle associazioni

Più duro il giudizio di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che ha evocato il rischio di un’apertura soltanto “mediatica” da parte di Forza Italia. Magi ha richiamato precedenti come il dibattito sulla cittadinanza e sullo ius scholae, accusando i partiti di avere mantenuto per anni un atteggiamento attendista su un tema che riguarda “vite e sofferenze”.

Sul fronte delle associazioni, l’Associazione Luca Coscioni continua a chiedere una disciplina più ampia. La proposta di legge popolare “Eutanasia legale”, depositata dieci mesi fa, punta a consolidare gli orientamenti della Corte costituzionale emersi anche attraverso le azioni di disobbedienza civile sostenute negli anni da Marco Cappato e Filomena Gallo.

L’obiettivo dichiarato è estendere l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria anche ai pazienti terminali non dipendenti da trattamenti di sostegno vitale, prevedendo inoltre la possibilità che il farmaco letale venga somministrato dal medico su richiesta del paziente. Una linea che amplia sensibilmente il perimetro oggi delineato dal testo della maggioranza e che rende ancora distante un punto di equilibrio parlamentare.