Hantavirus, quattro italiani in quarantena: le regioni italiane attivano i protocolli dopo il volo della morte
Non è un’emergenza dichiarata, ma il perimetro si allarga. In poche ore, quattro regioni italiane hanno isolato quattro cittadini esposti al caso di hantavirus Andes registrato su un volo internazionale. Nessuno presenta sintomi. Il rischio è classificato basso. Eppure la macchina dei protocolli sanitari gira a pieno regime, mentre dall’Atlantico arriva la notizia che l’Oms ha deciso di presidiare in prima persona l’evacuazione della nave MV Hondius, bloccata a Tenerife con un focolaio attivo a bordo.
Il punto di partenza è Johannesburg. Una donna – di nazionalità non italiana, i cui dati anagrafici non sono stati resi noti – sale su un aereo pochi minuti prima del decollo. Non completa il viaggio: muore in seguito a un’infezione da hantavirus Andes, ceppo sudamericano del virus, trasmissibile all’uomo principalmente attraverso roditori infetti. Il volo, operato da KLM, tocca Amsterdam. Da lì, i passeggeri si disperdono verso varie destinazioni europee. Quattro di loro atterrano in Italia.
Il caso Veneto: sorvegliato a Padova
Il Ministero della Salute individua i nominativi e li trasmette alle regioni di residenza. In Veneto, un cittadino sudafricano arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile viene posto in quarantena a Padova. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, fornisce i dettagli con tono volutamente rassicurante: “Il cittadino straniero è collaborativo, non presenta alcun sintomo e gode di buona salute”.
Il contatto con la donna deceduta, precisa Stefani, “non è stato né ravvicinato, né prolungato”. La classificazione ufficiale è dunque quella di soggetto a basso rischio. Nelle prossime ore potrà sottoporsi a un test previsto dal Ministero della Salute. L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale, Giancarlo Ruscitti, e la dirigente della Prevenzione, Francesca Russo, mantengono un contatto costante con il ministero.
Firenze, Cosenza, Napoli: tre regioni in allerta
In Toscana, il presidente Eugenio Giani e l’assessore Monia Monni comunicano l’avvio delle procedure di sorveglianza per una donna residente a Firenze, anche lei tra i quattro contatti italiani segnalati dal ministero. Stessa formula: quarantena precauzionale, monitoraggio per l’intera durata del periodo di incubazione, tracciamento dei contatti avuti dal momento dell’esposizione. “Sebbene le modalità del contatto suggeriscano un rischio contenuto, non sottovalutiamo alcun elemento”, dichiarano Giani e Monni.
In Calabria, la Regione rintraccia nella mattinata un uomo – di cui non viene indicato il comune di residenza – e lo sottopone a isolamento precauzionale. La nota ufficiale è categorica: “completamente asintomatico”, “situazione sotto controllo”. Più a sud, la Regione Campania attiva le stesse procedure per un cittadino della provincia di Napoli, individuato attraverso i canali internazionali EWRS/IHR. Anche in questo caso: nessun sintomo, contatto avvenuto durante le operazioni di imbarco, rischio classificato non ravvicinato.
L’Oms a Tenerife: la nave come epicentro
Su un fronte parallelo e più critico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non si limita al coordinamento a distanza. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus raggiunge personalmente l’isola spagnola di Tenerife per supervisionare l’evacuazione della nave da crociera MV Hondius, dove è stato rilevato un focolaio di hantavirus. A bordo si trovano circa 150 persone. La maggior parte dovrà essere evacuata e rimpatriata in aereo dopo diverse settimane trascorse in mare.
La classificazione del rischio, in questo caso, è nettamente diversa da quella italiana. Maria Van Kerkhove, funzionaria dell’Oms, è esplicita: “Classifichiamo tutte le persone a bordo come contatti ad alto rischio”. La sorveglianza attiva raccomandata copre 42 giorni per passeggeri ed equipaggio. Un parametro che riflette la finestra di incubazione del virus e la prolungata convivenza in spazio chiuso – condizione epidemiologicamente ben diversa dal fugace contatto in fase di imbarco che riguarda i quattro casi italiani.
