Australia, Milan e Inter dividono la posta: Nkunku su rigore risponde al graffio di Dimarco

La prima stracittadina stagionale finisce uno a uno davanti ai cinquantamila dell’Optus Stadium. I rossoneri impattano dall’ultimo dischetto dopo la zampata dell’esterno nerazzurro; le parate di Torriani e il ricordo di Franco Baresi segnano la sfida australiana.

Federico Dimarco

Federico Dimarco

Milan e Inter hanno pareggiato uno a uno il primo derby della stagione, disputato sul terreno dell’Optus Stadium di Perth davanti a oltre 50 mila spettatori. La sfida amichevole, decisa nella ripresa dalle reti di Federico Dimarco al 52′ e dal rigore di Christopher Nkunku all’84′, si è trasformata prima del fischio d’inizio in un commosso tributo collettivo alla memoria di Franco Baresi.

I calciatori rossoneri sono scesi sul prato verde indossando la maglia numero sei appartenuta al loro storico capitano, scomparso lo scorso 31 luglio, trovando la partecipe adesione dell’intero impianto australiano: un minuto di raccoglimento prima del via e una standing ovation coordinata allo scoccare del sesto minuto di gioco.

Aggressività rossonera e legni nerazzurri

L’impostazione tattica voluta dal tecnico Ruben Amorim ha impresso al match un avvio di marca rossonera, caratterizzato da ritmi elevati e da un pressing asfissiante sulla prima costruzione avversaria. Il Milan ha sfiorato la rete del vantaggio al 18′ con un diagonale velenoso di Yunus Musah, terminato contro il palo a portiere battuto al culmine di una combinazione architettata da Ruben Loftus-Cheek. Nelle battute iniziali anche Alphadjo Cissè e Samuel Chukwueze hanno creato costante superiorità numerica, mettendo in affanno il pacchetto arretrato allestito da Cristian Chivu.

L’Inter ha progressivamente preso le misure alla spinta avversaria, ridisegnando le distanze tra i reparti e alzando il baricentro attraverso un possesso palla prolungato. La formazione nerazzurra ha spaventato la difesa rossonera prima dell’intervallo con due fiammate firmate da Pio Esposito e Piotr Zielinski, trovando però sulla propria strada i riflessi del giovane portiere Lorenzo Torriani, decisivo nel blindare la propria porta.

Il graffio di Dimarco sblocca il match

L’inerzia della gara si è definitiva incanalata a favore dei nerazzurri in avvio di ripresa, concretizzandosi al cinquantaduesimo minuto con l’azione dello svantaggio rossonero. L’attaccante Lorenzo Lavelli ha lavorato di fisico spalle alla porta prima di scaricare su Nicolò Barella, il cui traversone con il contagiri ha pescato sul secondo palo Federico Dimarco, lesto nell’insaccare a rete da due passi sfruttando una disattenzione della retroguardia di Amorim.

Incassata la rete dell’uno a zero, la squadra di Chivu ha continuato a spingere per chiudere i giochi, sfiorando il raddoppio in sequenza prima con Henrikh Mkhitaryan e poi con lo stesso Lavelli. In entrambe le occasioni è stato ancora Torriani a tenere a galla il Milan, opponendosi con interventi di pura reattività durante il momento di massima sofferenza dei suoi.

La girandola dei cambi e il penalty decisivo

A cambiare il volto della contesa è stata la maxi-rivoluzione attuata dalla panchina rossonera: Amorim ha attinto a piene mani dalle riserve per ridare ossigeno e qualità alla manovra. Gli innesti di Rafael Leao, Luka Modric, Gonçalo Ramos, Ardon Jashari e Christopher Nkunku hanno cambiato marcia al Milan, costringendo il portiere nerazzurro Ivan Provedel — subentrato nella ripresa — al miracolo su una stoccata a botta sicura dello stesso Nkunku.

All’ottantatreesimo minuto si è consumato l’episodio chiave dell’incontro: Nkunku è franato a terra in area di rigore dopo un contatto ruvido con Carlos Augusto, spingendo il direttore di gara a indicare senza esitazioni il dischetto tra le vibranti proteste della panchina nerazzurra. Dagli undici metri si è presentato lo stesso attaccante francese, glaciale nel trasformare l’uno a uno con una battuta potente e precisa incastonata sotto la traversa.

Nel finale le due squadre si sono allungate alla ricerca del colpo del definitivo sorpasso. L’Inter ha costruito l’ultima palla gol nei minuti di recupero, ma Torriani si è superato ancora una volta togliendo dalla porta una conclusione angolata di Hakan Calhanoglu. Al triplice fischio finale il tabellone di Perth certifica un pareggio ricco di spunti operativi: il Milan mostra già una chiara identità nell’aggressione alta, mentre l’Inter conferma solidità strutturale e qualità nella gestione dei momenti chiave.