Mosca nega piani aggressivi contro l’Europa mentre Trump e Putin riaprono il dialogo su Ucraina
Donald Trump e Vladimir Putin
Donald Trump e Vladimir Putin hanno riaperto il confronto diretto sulla guerra in Ucraina con una telefonata di almeno un’ora, nella quale Mosca ha negato l’esistenza di piani aggressivi contro l’Europa. Il colloquio segue la missione degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner e precede un possibile nuovo contatto tra Trump e Volodymyr Zelensky.
Il messaggio del Cremlino
Il Cremlino ha definito la conversazione “estremamente franca”. Secondo Yuri Ushakov, Trump e Putin hanno discusso della missione degli emissari americani e delle rispettive posizioni sul conflitto.
Il presidente americano ha espresso “chiaramente” la necessità di porre rapidamente fine alla guerra. Putin ha risposto illustrando la posizione russa e fornendo, secondo Ushakov, un’analisi “obiettiva e approfondita” degli sviluppi militari.
Durante il colloquio è stato affrontato anche il tema delle presunte intenzioni ostili di Mosca nei confronti dell’Europa. Il Cremlino ha riferito che è stato ribadito che la Russia non intende intraprendere “azioni aggressive contro l’Europa”.
Trump e Putin hanno infine deciso di mantenere un contatto telefonico diretto e di sentirsi rapidamente qualora fosse necessario.
Il negoziato cerca una nuova forma
La missione di Witkoff e Kushner nelle capitali russa e ucraina ha rappresentato il tentativo americano di riattivare un processo diplomatico fermo da febbraio. Washington aveva già promosso diversi incontri tra russi e ucraini nel 2025, senza arrivare a un’intesa.
Il punto più difficile resta quello territoriale. Le parti non hanno trovato un accordo sulle aree rivendicate da Mosca e il negoziato si è fermato.
Kiev prova ora a riportare il confronto su un livello politico più ampio. Zelensky ha riferito di avere ricevuto nuove proposte dagli emissari americani e le ha definite “molto valide e meritevoli di essere prese in considerazione”. Il presidente ucraino ha quindi annunciato che il suo governo lavorerà per facilitare un incontro tra Russia, Ucraina e Stati Uniti.
Il fronte militare resta attivo
Il percorso diplomatico procede mentre i combattimenti continuano. Dopo tre giorni di tregua legati alla presenza degli emissari americani, le forze russe hanno ripreso gli attacchi contro Kiev.
Nella notte tra lunedì e martedì, secondo le autorità ucraine, almeno cinque persone sono state uccise e 25 ferite. L’attacco ha impiegato almeno 166 droni e decine di missili.
La prospettiva di un inverno senza tregua preoccupa Kiev soprattutto per la sicurezza della rete energetica. La Russia aveva già colpito le infrastrutture energetiche ucraine durante l’inverno del 2025.
Zelensky continua tuttavia a puntare sul negoziato e indica settembre come possibile finestra per un vertice a tre. La telefonata tra Trump e Putin mantiene aperto il canale diplomatico, ma il nodo dei territori e la prosecuzione degli attacchi restano gli ostacoli principali alla trasformazione del dialogo in un accordo.
