Tre uomini aggrediscono un rabbino a Milano, individuati dalla polizia. Meloni: “L’odio antisemita non sarà tollerato”
Un rabbino di circa 60 anni è stato aggredito mercoledì pomeriggio a Milano mentre aspettava l’autobus nella zona di Bande Nere. Tre uomini lo hanno insultato, spintonato e poi colpito con calci e pugni, arrivando a sputargli addosso e a calpestargli il cappello. La vittima ha fotografato e filmato i tre mentre si allontanavano verso la metropolitana, consentendo alla polizia di rintracciarli poco dopo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione è avvenuta intorno alle 17.30 in piazzale Bande Nere, nella zona ovest della città, non lontano dall’area in cui vive una parte della comunità ebraica milanese. Il rabbino ha formalizzato la denuncia in questura. Le informazioni disponibili non indicano, al momento, l’esito definitivo degli accertamenti sulle responsabilità dei tre uomini.
La sequenza sarebbe cominciata con gli insulti e le spinte. Il rabbino non avrebbe reagito e avrebbe invece cercato di documentare quanto stava accadendo con il cellulare. I tre lo avrebbero quindi aggredito fisicamente. La polizia, intervenuta dopo la chiamata della vittima, li ha rintracciati e accompagnati negli uffici della Questura per l’identificazione e gli accertamenti.
Le immagini acquisite dagli investigatori
Le fotografie e il video realizzati dal rabbino costituiscono uno degli elementi acquisiti dagli investigatori. La vittima è riuscita a riprendere i tre uomini durante la fuga verso la metropolitana di Bande Nere e ha successivamente consegnato il materiale alla polizia. Gli accertamenti dovranno stabilire la dinamica completa dell’aggressione, il ruolo di ciascuno dei tre e l’eventuale movente.
Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha riferito all’ANSA la ricostruzione ricevuta sulla violenza: “Lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno tolto il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso”. Meghnagi ha aggiunto che gli aggressori avrebbero riconosciuto il rabbino come ebreo dal modo in cui era vestito.
La stessa circostanza è stata riferita dal presidente della Comunità ebraica come elemento della ricostruzione dell’accaduto. Meghnagi ha inoltre affermato che, secondo quanto riferitogli, i tre uomini sarebbero di origine araba. Si tratta di una dichiarazione della comunità ebraica milanese e non di un accertamento investigativo sul movente o sull’identità degli aggressori.
La denuncia della Comunità ebraica
Meghnagi ha reagito duramente alla notizia dell’aggressione: “Mi vergogno del mio Paese per quanto successo”. Il presidente della Comunità ebraica milanese ha descritto l’episodio come una violenza senza precedenti nella sua esperienza e ha collegato l’attacco al fatto che la vittima fosse riconoscibile come ebreo.
La qualificazione dell’episodio come aggressione antisemita dovrà essere verificata dagli investigatori sulla base della dinamica, delle eventuali frasi pronunciate durante l’attacco e degli altri elementi raccolti. Il presidente della Comunità ebraica ha riferito che gli aggressori avrebbero rivolto alla vittima insulti in arabo; anche questo elemento è oggetto delle ricostruzioni rese pubbliche nelle prime ore successive ai fatti.
L’episodio ha provocato immediate reazioni istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al rabbino e alla Comunità ebraica milanese, definendo l’aggressione “un episodio vile e inaccettabile”. Meloni ha inoltre dichiarato che “l’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare”.
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato l’aggressione, parlando di un episodio “inquietante” e sottolineando la necessità di accertare i fatti e individuare le responsabilità. La Russa ha precisato che saranno le indagini a chiarire dinamica e movente, prima di formulare una valutazione definitiva sull’accaduto.
Ora gli accertamenti sul movente
Il punto centrale dell’inchiesta resta dunque la ricostruzione della dinamica e del movente. La circostanza che la vittima indossasse un copricapo riconducibile alla sua appartenenza religiosa è stata indicata dalla Comunità ebraica come elemento rilevante; gli investigatori dovranno verificare se l’aggressione sia stata motivata dall’identità ebraica del rabbino e quali contestazioni possano essere mosse ai tre uomini.
L’aggressione arriva in un momento nel quale la sicurezza della comunità ebraica milanese è al centro dell’attenzione pubblica. Per questo le dichiarazioni delle istituzioni hanno assunto anche un rilievo più ampio, ma senza sostituire gli accertamenti giudiziari necessari per stabilire responsabilità individuali e natura del movente. Al momento, i dati disponibili descrivono un’aggressione fisica denunciata dalla vittima, tre persone individuate dalla polizia e un’indagine ancora in corso.
