Merz in bilico, AfD davanti alla Union: il 29 per cento riapre il caso della leadership del cancelliere

Una rilevazione YouGov colloca il partito di Alice Weidel al 29 per cento, contro il 18 della CDU/CSU. Il dato arriva dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt e alla vigilia di nuove elezioni regionali.

Friedrich Merz

Friedrich Merz

Friedrich Merz ha cancellato il viaggio previsto la prossima settimana a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite e resterà a Berlino alla vigilia delle elezioni in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino. La decisione arriva dopo la sconfitta della CDU in Sassonia-Anhalt e mentre il cancelliere affronta una crescente pressione politica interna.

La rinuncia alla missione diplomatica, comunicata da fonti governative, è stata motivata dalla necessità della presenza di Merz nella capitale. Il cancelliere avrebbe dovuto intervenire alla General Debate dell’Onu mercoledì prossimo. La concomitanza con le elezioni regionali di domenica rende invece Berlino il centro della sua agenda politica.

Il voto di domenica sarà seguito con particolare attenzione dalla CDU. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD è accreditata di un risultato molto forte, mentre la CDU regionale deve confrontarsi anche con il rischio di non raggiungere la soglia del 5 per cento. In Sassonia-Anhalt, il 6 settembre, l’AfD aveva già ottenuto un risultato che ha aumentato la pressione sulla leadership nazionale.

La partita elettorale nell’Est

La situazione è particolarmente delicata in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’AfD risulta prima nei sondaggi regionali citati da Reuters, con il 37 per cento, davanti alla SPD del governatore Manuela Schwesig, rilevata al 35. La CDU viene invece indicata al 7 per cento. Si tratta di dati pre-elettorali, non di risultati, e misurano una competizione regionale distinta dal consenso nazionale.

Il peso politico del voto deriva anche dalla sua dimensione nazionale. Una nuova affermazione dell’AfD in un Land dell’Est, dopo il risultato in Sassonia-Anhalt, rafforzerebbe il tema della capacità della CDU di contenere la crescita della destra radicale. Per Merz, invece, il problema riguarda contemporaneamente il consenso elettorale e la tenuta della propria leadership nel partito.

La CDU ha già predisposto una risposta interna. Merz, che è anche presidente federale della CDU, ha convocato per domenica sera una riunione dei vertici del partito per discutere l’esito del voto. L’appuntamento è stato letto all’interno della formazione come un’occasione per mostrare unità attorno al cancelliere.

Otto governatori difendono il cancelliere

Otto presidenti regionali della CDU hanno pubblicato una dichiarazione congiunta a sostegno di Merz. Nel documento hanno richiamato la necessità di garantire continuità e stabilità alla Germania in una fase nella quale la crescita dell’AfD modifica gli equilibri politici nei Länder e nel dibattito nazionale.

I firmatari hanno sostenuto che il recupero del consenso per la CDU debba passare dalle politiche concrete e dalla capacità di ascoltare gli elettori, non da una discussione anticipata sulla successione alla guida del partito. Hanno inoltre indicato come priorità “affidabilità e azioni decisive”, offrendo la propria collaborazione al governo federale.

Il significato della firma è anche legato ai nomi coinvolti. Tra i presidenti regionali figurano esponenti che appartengono al gruppo dirigente della CDU e che vengono indicati nel dibattito interno come possibili figure di riferimento per il futuro, tra cui Hendrik Wüst, presidente del Nord Reno-Westfalia. Anche Markus Söder, presidente della Baviera e leader della CSU, ha manifestato il proprio sostegno a Merz.

La dichiarazione non cancella però la discussione sulla leadership. Il suo obiettivo immediato è impedire che il confronto interno alla CDU si trasformi, alla vigilia delle elezioni, in una competizione aperta sulla successione. Il risultato delle urne resta quindi il passaggio decisivo per misurare la tenuta politica del cancelliere.

I numeri che alimentano la pressione

Sul piano nazionale, i sondaggi confermano la difficoltà della Union. Una rilevazione YouGov condotta tra l’11 e il 14 settembre su 1.787 intervistati assegna il 29 per cento all’AfD e il 18 per cento alla CDU/CSU. Nella stessa rilevazione i Verdi sono al 16 per cento, la SPD al 13 e Die Linke al 10.

Altri istituti fotografano una situazione simile, pur con differenze nelle percentuali. Forsa rileva il 27 per cento per l’AfD e il 20 per la CDU/CSU; INSA assegna rispettivamente il 29 e il 19,5 per cento. Un sondaggio GMS porta l’AfD al 30 per cento e la Union al 20.

Il dato comune non è quindi una singola percentuale, ma il vantaggio dell’AfD sulla Union nelle rilevazioni effettuate a metà settembre. La distanza varia secondo l’istituto, la metodologia e il periodo di rilevazione, ma la tendenza ha contribuito ad aumentare la pressione sul cancelliere dopo il voto in Sassonia-Anhalt.

La questione riguarda anche il rapporto tra la CDU federale e i suoi territori. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore la CDU rischia un risultato molto inferiore alla propria forza storica, mentre in altri Länder dell’Est l’AfD ha consolidato una presenza elettorale significativa. Il problema per Merz è dunque trasformare il sostegno dei dirigenti regionali in consenso elettorale.

Il nodo della successione resta aperto

La dichiarazione degli otto presidenti regionali mira a rinviare il confronto sulla successione. Tra i possibili protagonisti di un eventuale futuro passaggio di leadership figurano proprio alcuni degli esponenti che oggi sostengono Merz. Per questo la presa di posizione può essere letta innanzitutto come una richiesta di non aprire ora una competizione interna.

Merz ha invitato il partito a concentrarsi sulla sicurezza europea e sulle responsabilità del governo, evitando che il dibattito sulla sua permanenza a Palazzo federale diventi il tema dominante. Reuters ha riferito che il cancelliere ha chiesto ai propri interlocutori di guardare oltre le discussioni sul suo futuro politico, indicando la sicurezza dell’Europa come una priorità per i prossimi mesi.

La cancellazione del viaggio a New York assume, in questo quadro, un valore politico concreto. La presenza del cancelliere alla sede dell’Onu passa in secondo piano rispetto alla necessità di seguire direttamente gli sviluppi interni dopo il voto. Non è stata annunciata una decisione formale sulla leadership né un percorso per una successione anticipata: le ipotesi sul futuro di Merz restano legate agli sviluppi politici e ai risultati elettorali.

La prossima verifica sarà dunque nelle urne. Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino non sono elezioni federali e non determinano direttamente la composizione del Bundestag, ma il loro esito offrirà alla CDU un nuovo dato sul consenso nei territori e sulla capacità del cancelliere di guidare il partito mentre l’AfD mantiene livelli di consenso nazionale superiori a quelli della Union nei più recenti sondaggi.