Alaska, adolescente sopravvive tre giorni aggrappato a un peschereccio

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Un ragazzo di 15 anni di Savoonga, in Alaska, è stato ritrovato vivo lunedì dopo essere rimasto aggrappato per quasi tre giorni allo scafo capovolto della sua imbarcazione da pesca, nelle acque del Mare di Bering al largo dell’isola di Saint-Laurent. Il fratello di 35 anni e il cugino del giovane sono morti nel naufragio avvenuto venerdì 4 settembre.

Il salvataggio in mare

Un aereo HC-130 della Guardia costiera statunitense ha avvistato lunedì mattina lo scafo capovolto a circa 6,5 chilometri dall’isola di Saint-Laurent. Il ragazzo si trovava da solo sull’imbarcazione. L’equipaggio gli ha lanciato una zattera e materiale di sopravvivenza, poi ha coordinato il recupero con la Northwest Explorer, una nave che si trovava nelle vicinanze.

Raggiunta l’imbarcazione, il quindicenne è stato issato a bordo con una barella di soccorso. Presentava sintomi di ipotermia ed è stato riscaldato prima del trasferimento a Nome, sulla terraferma americana, dove è arrivato insieme alle salme delle due vittime.

Il naufragio di venerdì

Il gruppo era partito venerdì dal villaggio di Savoonga a bordo di un peschereccio lungo 5,5 metri, con l’obiettivo di rientrare domenica mattina. Saint-Laurent, l’isola al largo della quale è avvenuto il naufragio, si trova a un centinaio di chilometri dal continente americano e a poche decine di chilometri dalla Russia.

Il mancato rientro dei tre non ha destato allarme fino a domenica sera, quando la loro scomparsa è stata segnalata alle autorità. Le condizioni meteorologiche avverse e la scarsa visibilità hanno impedito alle squadre di soccorso aereo di avviare le ricerche prima di lunedì mattina, ritardando di ore l’individuazione dello scafo capovolto.

La reazione dei soccorritori

Il tenente comandante Jonathon Resch, il pilota della Guardia costiera che ha avvistato l’adolescente, ha dichiarato in un’intervista concessa ad ABC News che il ritrovamento è “a dir poco un miracolo”. Non sono ancora stati resi noti dettagli ufficiali sulle cause del ribaltamento dell’imbarcazione né sull’identità completa delle due vittime.

Savoonga sorge sull’isola di Saint-Laurent ed è abitata prevalentemente da comunità yupik, che praticano tradizionalmente la pesca di sussistenza nelle acque dello stretto di Bering. La distanza dal continente e l’esposizione a condizioni meteorologiche mutevoli rendono le operazioni di soccorso più complesse rispetto ad altre aree costiere dell’Alaska.