Bruxelles: piano per un debito comune europeo contro lo strapotere del dollaro

Sottoposto all’Eurogruppo un documento che propone l’istituzione di un organismo unico per le emissioni sovranazionali, l’accelerazione sui sistemi di pagamento autonomi e lo sviluppo della valuta digitale

eurobond

Trenta pagine per ridisegnare il futuro finanziario dell’Europa. La Commissione europea ha messo nero su bianco la strategia per sottrarre quote di mercato al dollaro americano e ha sottoposto il documento ai ministri finanziari dell’Eurogruppo riuniti oggi a Bruxelles. Il titolo è eloquente: “Strengthening the role of the euro”. Il contenuto ancora di più. Al centro della proposta figura la prosecuzione delle emissioni di debito comune, indicate esplicitamente come fattore essenziale per creare un bene rifugio denominato in euro, capace di attrarre gli investitori internazionali in un contesto geopolitico sempre più instabile.

La nota analizza tutti gli elementi che possono contribuire a rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica, propone diverse iniziative in questa direzione e chiede ai ministri se concordano con la valutazione dell’Esecutivo comunitario, quali azioni considerino più rilevanti e quali andrebbero realizzate in via prioritaria.

Per Bruxelles occorre procedere con l’attuazione dell’euro digitale, mappare le dipendenze dell’Unione rispetto ai paesi terzi nel settore finanziario, accelerare i lavori per rendere i sistemi di pagamento comunitari più autonomi rispetto alla situazione attuale, dominata dalle americane Visa, MasterCard e American Express. Necessario inoltre promuovere l’uso dell’euro nelle transazioni internazionali, in particolare per gli approvvigionamenti nei settori chiave dell’energia, delle materie prime e della difesa, rafforzando il ruolo della moneta unica negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti.

L’arma delle obbligazioni comuni

La Commissione indica infine la necessità di continuare le emissioni di debito dell’Unione per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo. Su questo punto, il documento dell’Esecutivo comunitario nota che negli ultimi anni le obbligazioni dell’Unione si sono affermate come un bene liquido e sicuro, come un’opportunità per investire nell’euro, con un chiaro interesse da parte degli investitori internazionali. Per questo motivo è fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato.

Tra le potenziali azioni aggiuntive sottoposte ai ministri finanziari dell’Eurozona, la Commissione insiste sulla necessità di continuare l’emissione di obbligazioni comunitarie per finanziare congiuntamente progetti con un chiaro valore aggiunto europeo. Nel testo si afferma che il ruolo internazionale dell’euro è il risultato di solidi fondamentali economici, decisioni politiche e potenti effetti di rete. I fondamentali economici essenziali, come le dimensioni e il vantaggio competitivo dell’economia emittente, il suo ruolo nel commercio globale, il suo bacino di beni rifugio e, più in generale, le dimensioni, la profondità, la liquidità e la sicurezza dei suoi mercati finanziari, costituiscono la base materiale per lo status internazionale di una valuta.

Il dominio del dollaro

La nota rileva che secondo i calcoli del Fondo monetario internazionale circa la metà delle attività e passività esterne globali è denominata in dollari statunitensi. L’euro si colloca al secondo posto, con circa il venti per cento delle attività e passività esterne globali denominate nella moneta unica europea.

Negli ultimi anni, ricorda la Commissione, l’Unione stessa ha aumentato la disponibilità di beni rifugio sicuri e liquidi denominati in euro. Tra i principali programmi di politiche attualmente finanziati da obbligazioni comunitarie figurano NextGenerationEU, i programmi di sostegno finanziario all’Ucraina e ad altri paesi del vicinato, il nuovo strumento Safe dell’Unione e, più recentemente, la decisione di prestare novanta miliardi di euro all’Ucraina.

L’approccio di finanziamento unificato

Da gennaio 2023 tutte le emissioni dell’Unione per i diversi programmi sono consolidate sotto un unico ombrello obbligazionario, l’approccio di finanziamento unificato dell’Unione. L’istituzione di questo approccio, afferma la Commissione, ha rappresentato un passo importante nello sviluppo dell’Unione come emittente di beni rifugio ingenti e liquidi. Dal 2020 l’Unione è diventata il terzo emittente di debito pubblico con valutazione tripla A a livello mondiale.

La nota rileva ancora che si prevede come la combinazione di mandati nuovi ed esistenti per l’emissione di debito, che continuerà nel prossimo Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, sosterrà una presenza forte e regolare dell’Unione sui mercati dei capitali.

In particolare, la proposta di Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 include diversi programmi che si baserebbero su nuove emissioni di debito per finanziare prestiti sia agli Stati membri dell’Unione che ai paesi partner: fino a centocinquanta miliardi di euro di prestiti strategici nell’ambito dei Programmi di Partenariato Nazionale e Regionale per finanziare ulteriori riforme e investimenti; la componente prestiti del sostegno fino a cento miliardi di euro all’Ucraina; l’assistenza macrofinanziaria nell’ambito dell’Europa globale.

Lo strumento straordinario di crisi

Inoltre, ricorda la Commissione, è stato proposto un nuovo meccanismo straordinario e temporaneo per rispondere alle conseguenze di gravi crisi, gravi difficoltà o gravi minacce che colpiscano l’Unione o i suoi Stati membri. Questo strumento straordinario di crisi, se attivato, erogherà prestiti agli Stati membri garantiti da emissioni comunitarie, esclusivamente per il periodo del prossimo bilancio a lungo termine, in caso di grave crisi.

La Commissione propone inoltre l’istituzione di un unico organismo emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali dell’Unione. Ciò comporterebbe emissioni più consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell’euro. Oltre alle obbligazioni sicure e liquide dell’Unione, sia il Meccanismo europeo di stabilità che il Fondo europeo di stabilità finanziaria emettono obbligazioni sui mercati dei capitali. Anche il Fondo di risoluzione unico ha la possibilità di contrarre prestiti, sebbene non lo abbia ancora fatto.

Il Fondo di risoluzione unico, uno strumento concepito per intervenire in caso di crisi bancaria nell’Eurozona, è previsto dalla riforma del Meccanismo europeo di stabilità che è bloccata, per ora, dalla mancata ratifica dell’Italia.

I vantaggi dell’integrazione

L’integrazione del Meccanismo europeo di stabilità nel quadro giuridico dell’Unione e l’istituzione di un unico organismo emittente per le obbligazioni sovranazionali comunitarie, sottolinea la Commissione, ridurrebbero tra l’altro i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, offrendo titoli più consistenti e liquidi. Un tale approccio potrebbe facilitare l’inclusione delle emissioni in euro nei principali indici sovrani, che fungono da parametro di riferimento per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni.

Più in generale, ribadisce la nota, continuare a emettere obbligazioni nell’Unione per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo sarebbe economicamente efficiente e rafforzerebbe ulteriormente il ruolo internazionale dell’euro.

Nel 2018 e nel 2021 la Commissione, ricorda ancora la nota, aveva sottolineato l’importanza dell’integrazione dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché l’emissione di beni rifugio comuni dell’Unione, come mezzo per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro.

L’emissione di obbligazioni del NextGenerationEU può essere considerata un importante sviluppo per quanto riguarda l’emissione di un bene rifugio comune dell’Unione, a dimostrazione dell’interesse degli investitori per tale prodotto finanziario. La Commissione tuttavia non parla di eurobond, ma usa il termine emissioni dell’Unione.

Inoltre, nella nota, l’Esecutivo comunitario non menziona mai la possibilità di un rinnovo automatico delle obbligazioni che finanziano il Fondo per la ripresa e la resilienza dopo la pandemia, ovvero il rimborso dei titoli alla scadenza mediante nuove emissioni di debito, come accade normalmente per il Tesoro nazionale di qualunque paese.