Giffoni, la Corte dei conti ipotizza un danno erariale da 478mila euro. Il festival: “Chiariremo tutto”
Redazione 27 Maggio 2026
Per anni il Giffoni Film Festival ha rappresentato uno dei simboli culturali più riconoscibili della Campania. Ora, però, sul festival del cinema per ragazzi più noto d’Italia si allunga l’ombra della Corte dei conti. La Procura regionale campana ipotizza un danno erariale da 478.769 euro nella gestione dei contributi pubblici destinati alla manifestazione tra il 2016 e il 2024.
Un’accusa pesante, che ha portato la Guardia di Finanza di Napoli a notificare un invito a dedurre con contestuale atto di messa in mora nei confronti dell’Ente autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo e del responsabile unico del procedimento. Contestualmente è stato eseguito un decreto di sequestro conservativo su rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti coinvolti, fino alla concorrenza della somma contestata.
Gli affidamenti sotto accusa
Il procedimento rappresenta un nuovo capitolo dell’inchiesta già aperta sulla gestione dei servizi collegati al festival, in particolare trasporto e movimentazione di ospiti e giurati, fascicolo già approdato davanti alla Corte dei conti e in attesa di sentenza. Al centro delle nuove contestazioni ci sono gli affidamenti diretti conferiti dal 2016 al 2024 a un’associazione culturale impegnata nelle attività sociali collegate alla rassegna cinematografica. Secondo gli investigatori, l’associazione sarebbe stata presieduta dalla moglie del direttore artistico dell’Ente e avrebbe avuto come unica dipendente la figlia della coppia.
L’ipotesi formulata dalla Procura contabile è che una parte dei fondi pubblici erogati dalla Regione Campania sia stata progressivamente convogliata verso l’associazione attraverso incarichi formalmente qualificati come servizi di inclusione sociale, solidarietà, campagne di sensibilizzazione e attività charity. Prestazioni che, secondo gli inquirenti, avrebbero finito per configurare «una forma di contribuzione stabile e continuativa non adeguatamente documentata».
Il meccanismo contestato
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema si sarebbe ripetuto annualmente attraverso progetti dai contenuti ritenuti generici – assistenza, inclusione, supporto sociale, iniziative benefiche – inseriti tra le spese coperte con fondi regionali ed europei destinati al festival. Gli incarichi sarebbero stati assegnati ogni anno con importi quasi identici e successivamente rendicontati nell’ambito dei finanziamenti pubblici ottenuti dall’Ente.
Le verifiche contabili avrebbero inoltre evidenziato che l’associazione beneficiaria riceveva quasi esclusivamente risorse provenienti dagli affidamenti del Giffoni Film Festival e che gran parte delle somme percepite sarebbe stata destinata alla copertura del costo dell’unica dipendente. Gli investigatori contestano anche la concreta esecuzione delle attività indicate nei progetti. Diverse iniziative sociali rendicontate sarebbero state svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner, mentre parte della documentazione acquisita avrebbe mostrato spese considerate modeste, poco pertinenti o prive di un collegamento diretto con le attività finanziate.
L’ipotesi di conflitto d’interessi
Nell’inchiesta emerge poi il tema del possibile conflitto d’interessi. Secondo la Procura contabile, il direttore artistico avrebbe preso parte alle procedure riguardanti l’associazione guidata dalla propria coniuge, arrivando in alcune annualità a certificare personalmente la regolare esecuzione delle prestazioni affidate.
Parallelamente, il responsabile unico del procedimento avrebbe attestato alla Regione Campania la correttezza delle procedure amministrative e la conformità delle spese poi finite sotto contestazione, contribuendo – secondo l’accusa – a rappresentare come ammissibili costi successivamente ritenuti non pertinenti o privi dei requisiti necessari per la rendicontazione.
La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato per la manifestazione, da anni sostenuta da finanziamenti pubblici regionali ed europei e considerata uno degli appuntamenti culturali più importanti del Mezzogiorno. L’inchiesta contabile rischia ora di aprire un ulteriore fronte sulla gestione delle risorse destinate agli eventi culturali finanziati con fondi pubblici.
La replica del festival
Dal Giffoni Film Festival è arrivata una prima replica ufficiale. In una nota, l’organizzazione fa sapere di avere affidato ai propri legali il compito di acquisire gli atti alla base del provvedimento notificato. Il festival sostiene di avere appreso delle contestazioni soltanto oggi e precisa che il procedimento sarebbe nato da una denuncia anonima presentata nel 2024.
«Crediamo fermamente nel lavoro delle autorità competenti – si legge nella nota – ribadendo la nostra volontà di chiarire tutti gli aspetti citati». Sullo sfondo resta intanto l’avvicinarsi della 56esima edizione della manifestazione, in programma dal 17 al 25 luglio 2026.
