Omicidio rapinatori, Roggero in carcere: “Come mai la grazia a scafisti e Minetti?”

Il ministro della Giustizia prepara la pratica per la clemenza dopo la sentenza definitiva. Incontro al Quirinale per ribadire che la decisione finale spetta solo al Capo dello Stato.

Mario Roggero

Mario Roggero

Mario Roggero, 72 anni, si è presentato al carcere di Bollate per iniziare a scontare la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione confermata dalla Corte di Cassazione. Il gioielliere di Grinzane Cavour era stato condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo durante l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, confermando l’esclusione della legittima difesa operata dai giudici d’appello.

La richiesta di clemenza al Quirinale

Contestualmente alla costituzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Roggero. Lo ha confermato il sottosegretario Alberto Balboni, anticipando una procedura che sposta ora la decisione finale nelle mani del Capo dello Stato. La moglie del condannato aveva depositato una formale richiesta di grazia e di sospensione temporanea della pena, senza tuttavia ricevere ancora riscontro dalle autorità competenti.
 
Immediata la reazione del Colle. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il guardasigilli per puntualizzare i confini delle rispettive attribuzioni. L’incontro ha ribadito quanto stabilito dalla sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale: la facoltà di concedere la grazia è riserva esclusiva del Presidente della Repubblica, mentre al ministro spetta solo il potere istruttorio e propositivo. Nessuna interferenza politica è dunque ammessa nella fase decisionale finale.
 

Le polemiche sulle precedenti concessioni

Prima di varcare il cancello dell’istituto penitenziario, Roggero ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti presenti, esprimendo amarezza per il confronto con altri casi giudiziari recenti. “Mattarella ha graziato lo scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti. Per cui io penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”, ha affermato il gioielliere, citando episodi controversi legati al diritto di grazia degli ultimi anni.
 
“Mi aspetterei la grazia”, ha aggiunto Roggero, sottolineando la tempistica della richiesta presentata dalla consorte. Le sue parole accendono il dibattito pubblico sulla discrezionalità del Capo dello Stato e sulla percezione di equità nel sistema delle clemenze, specialmente in casi che coinvolgono la reazione a reati violenti contro i proprietari di attività commerciali.

L’iter giudiziario e la dinamica dei fatti

La vicenda trae origine dal 28 aprile 2021, quando tre uomini assaltarono la gioielleria di Roggero a Gallo di Grinzane. Durante la fuga, il titolare esplose diversi colpi di pistola, uccidendo due degli aggressori e ferendone un terzo. I giudici di primo grado e d’appello avevano riconosciuto l’eccesso colposo nella reazione difensiva, escludendo la legittima difesa piena poiché i rapinatori erano già in allontanamento e non rappresentavano più un pericolo immediato e attuale per l’incolumità fisica del gioielliere.
 
La Procura generale presso la Corte di Cassazione aveva chiesto la conferma della pena, ritenendo corretta l’interpretazione giurisprudenziale applicata dai gradi inferiori. La camera di consiglio della I sezione penale si è protratta per oltre cinque ore prima di rendere pubblica la decisione che chiude il percorso giudiziario ordinario, lasciando aperta solo la via straordinaria della grazia presidenziale.