Grillo torna all’attacco: “Il M5S ha perso identità e diversità”. Conte replica
Le dichiarazioni del garante riaccendono le tensioni interne mentre si avvicina l’udienza davanti al Tribunale di Roma sulla titolarità del marchio del Movimento.
Giuseppe Conte e Beppe Grillo
Beppe Grillo torna a colpire il Movimento 5 Stelle. Con un intervento pubblicato sul proprio blog, il fondatore del M5S sostiene che il partito abbia perso “identità” e soprattutto quella “diversità” che ne aveva caratterizzato la nascita. Un giudizio netto che riporta al centro del dibattito il rapporto ormai compromesso tra Grillo e la formazione guidata da Giuseppe Conte, già impegnati in una controversia giudiziaria sulla proprietà del nome e del simbolo del Movimento.
Un giudizio sulle origini
Nel suo intervento, Grillo descrive quella che definisce una “trasformazione antropologica” dei protagonisti del Movimento, liquidandola come “il solito film, il nuovo che diventa vecchio”. Secondo il fondatore, il progetto nato come forza antisistema avrebbe progressivamente perso la capacità di rappresentare il sentimento popolare che ne aveva determinato il successo.
Grillo sostiene che il M5S fosse nato dalla delusione verso un modello occidentale formalmente fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. A suo giudizio quel malessere continua a esistere, mentre chi avrebbe dovuto interpretarlo avrebbe smesso di ascoltare i cittadini.
La replica di Conte
La risposta del presidente del Movimento arriva poche ore dopo ed è affidata all’ironia. Giuseppe Conte respinge implicitamente le accuse ricordando alcune posizioni assunte in passato dallo stesso Grillo.
“Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo spesso contro tutti? Lui aveva detto che Draghi è un grillino, attenzione fate un po’ voi”, osserva il leader pentastellato, richiamando una delle dichiarazioni più discusse del fondatore durante la stagione del governo guidato da Mario Draghi.
Le reazioni nella comunità
La polemica trova immediata eco anche sui social, dove numerosi utenti contestano le parole di Grillo proprio ricordando il sostegno al governo Draghi. Tra i commenti più ricorrenti compare l’osservazione secondo cui la scelta di appoggiare quell’esecutivo avrebbe segnato una svolta decisiva nella storia del Movimento e nelle successive divisioni interne.
Anche all’interno del M5S emerge una difesa dell’attuale corso politico. Un esponente di primo piano del Movimento sostiene che Grillo non stia criticando soltanto Conte, ma l’intera comunità pentastellata. Secondo questa lettura, il Movimento avrebbe invece intrapreso un percorso di evoluzione organizzativa, ampliando gli strumenti di partecipazione e mantenendo ferme le proprie principali battaglie politiche. Lo stesso dirigente definisce “cieco” l’attacco del fondatore nei confronti di un percorso costruito dagli iscritti e dagli eletti.
La partita resta aperta
Lo scontro politico si intreccia con quello giudiziario. Nel marzo scorso Grillo ha depositato davanti al Tribunale di Roma un atto di citazione con cui rivendica la titolarità del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”. La vicenda rappresenta il passaggio più rilevante della lunga contrapposizione tra il fondatore e la nuova leadership. L’udienza è prevista per gennaio e potrebbe incidere anche sul futuro assetto del Movimento.
