Il Piano Casa è legge, il Senato approva in via definitiva. Previste agevolazioni e semplificazioni

La nuova normativa estende l’accesso agli alloggi calmierati ai dipendenti pubblici e riserva tutele per i mutui delle famiglie con disabilità.

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L’aula del Senato ha votato la fiducia al Governo sul disegno di legge di conversione del decreto Piano Casa, approvando il provvedimento in via definitiva con 106 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astensioni. Il testo, giunto a palazzo Madama in seconda lettura senza modifiche rispetto alla versione licenziata dalla Camera dei deputati, diventa legge dello Stato e attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento definisce la strategia esecutiva per il contrasto all’emergenza abitativa sul territorio nazionale attraverso il recupero del patrimonio pubblico e il coinvolgimento dei capitali privati.

I tre pilastri della riforma

La nuova normativa si consolida sulla struttura originaria definita dall’esecutivo, articolata su tre direttrici d’intervento specifiche. Il primo asse riguarda la riqualificazione delle case popolari, la cui gestione operativa è affidata al commissario straordinario Felice Squitieri. Il secondo pilastro si focalizza sul Fondo housing, gestito dalla società pubblica Invimit, che definirà a breve il proprio regolamento attuativo. Il terzo ambito d’azione punta a stimolare l’apporto dei soggetti privati tramite operazioni strutturate di edilizia convenzionata.

“Il Senato approva in via definitiva il Piano Casa: dalle parole ai fatti”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ai commenti istituzionali si sono aggiunte le considerazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale ha espresso soddisfazione al termine dei lavori parlamentari: “Oggi sono molto contento perché dopo anni di chiacchiere, avere più di 60mila case pubbliche oggi vuote, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemarle nell’arco di pochi mesi, non di qualche anno, e di restituirle a chi è in lista d’attesa da tanti anni in tutta Italia è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre”.

Nuove regole per i capitali

Durante l’iter di conversione a Montecitorio, il Parlamento ha modificato il regime di accesso alle semplificazioni per gli investimenti esteri. Nella prima stesura del decreto, le procedure accelerate erano riservate esclusivamente ai progetti finanziati da capitali stranieri per un valore minimo di un miliardo di euro. Il vincolo della provenienza estera è stato rimosso, ma la soglia finanziaria di un miliardo rimane la condizione necessaria per accedere alla corsia preferenziale amministrativa (fast track). Tale impostazione esclude dalle semplificazioni i progetti di dimensioni piccole e medie, suscitando le riserve dei costruttori rappresentati dall’Ance.

Un’ulteriore modifica per garantire la sostenibilità economica degli interventi permette la coesistenza di diverse destinazioni d’uso, residenziali e commerciali, all’interno dello stesso progetto. La quota minima del 70% di edilizia convenzionata richiesta per accedere ai benefici di legge si calcolerà d’ora in avanti unicamente sui volumi residenziali. Rimangono quindi escluse dal computo metrico le cubature destinate ad alberghi, uffici o strutture commerciali inserite nel medesimo piano di sviluppo energetico o urbano.

Ampliata la platea dei beneficiari

Il testo finale estende i criteri di accesso agli alloggi a canone calmierato. La platea dei potenziali beneficiari comprenderà anche i dipendenti della pubblica amministrazione impiegati nei servizi essenziali, con particolare riferimento a insegnanti, personale sanitario e appartenenti alle forze dell’ordine. Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica, i Comuni e gli enti locali acquisiscono la facoltà di agire come soggetti attuatori per il recupero degli immobili inagibili, potendo richiedere e gestire direttamente le risorse stanziate per la riqualificazione del patrimonio.

I piani finanziari per il comparto assistenziale dispongono di una dotazione complessiva che raggiunge circa i 7 miliardi di euro, cifra che include i fondi per la rigenerazione urbana pari a 4,3 miliardi di euro stanziati per il periodo compreso tra il 2027 e il 2034. La legge interviene infine sulla disciplina del Fondo di garanzia per la prima casa, istituendo una riserva di priorità nell’accesso ai mutui statali agevolati per i nuclei familiari al cui interno siano presenti persone con disabilità grave, con l’obiettivo di sostenere i richiedenti in condizioni di accertata fragilità economica.