Il ritorno di Piero Pelù: sono un nonno rock e ho cambiato pelle

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21 febbraio 2020

Quarant’anni di carriera e la grinta di Piero Pelù è immutata, anzi il rocker toscano con il suo nuovo album ha volto cambiare pelle. “Pugili fragili” è il suo ventesimo lavoro di studio, fra quelli pubblicati con i Litfiba e quelli da solista, un album ad alto contenuto rock ma con delle interessanti sonorità elettroniche. “Pugili fragili è un album che parla d’amore e di rispetto, per gli altri, per il diverso, per l’ambiente, per le donne per cui porto questa fascia contro la violenza sulle donne e come uomo e italiano mi vergogno profondamente ogni volta che leggo che qualche uomo ha compiuto degli atti contro una donna”. In “Nata Libera” affronta il tema della violenza contro le donne visto da una originale prospettiva. “Credo che sia arrivato il momento una struttura in tutta Italia dove gli uomini debbano andare per imparare il rispetto delle donne che è poi il rispetto per se stessi”.

Arrivato a Sanremo come outsider, si è imposto scalando la classifica e piazzandosi al quinto posto. “Sanremo non ama il rock, non c’è problema, il rock ama Sanremo. E’ bellissimo così, sono andato a festeggiare i miei 40 anni nella musica che sono un obiettivo incredibile per quello che mi riguarda. Sono andato con spirito non competitivo, mi sono divertito, è stata una grande festa e la festa sta continuando ora”. Si definisce un VamPiero che succhia linfa dalla realtà. “Devo dire che ho un po’ VamPierizzato la musica e tutto quello che succede intorno, del resto questa è una delle ragioni per cui il rock è nato, è musica di strada come lo era il blues, come è il rap e il trap. E’ giusto vivere dentro la propria realtà per cercare di capirla, esserne contaminati e cercare di trasformarla in testi, sonorità, atmosfera, ritmo e divertimento”.

Si prepara ad andare live e non ha paura del tempo che passa. “All’anagrafe sono un nonno rock, ho 58 anni ma questo non toglie che io abbia quella stessa energia e quella stessa voglia spaccare che avevo quando ho iniziato quarant’anni fa. E’ come se ogni volte fosse la prima volta per me”. Il singolo “Pugili fragili” che da il titolo all’album ha una dedica particolare. “È una canzone che ho dedicato al matrimonio con mia moglie Gianna, siamo due grandi lottatori ma siamo due persone che con le loro fragilità che hanno capito che solo unendo queste fragilità possono diventare dei grandissimi pugili”.

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