A Ginevra la cerimonia per l’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma il portavoce di Teheran parla ancora di “contraddizioni”
Il ministro pachistano Dar ha incontrato il suo omologo elvetico Cassis per mediare il negoziato mentre Trump annuncia tempi brevi prima del G7.
Tre fonti hanno indicato alla Cnn la città svizzera come sede della firma. La bozza prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e uno sblocco parziale di 12 miliardi.
Abbas Araghchi
“Il Memorandum d’intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla sua conclusione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “In attesa della finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal fare speculazioni sul suo contenuto”.
Il diplomatico ha poi aggiunto, sul proprio profilo X, che tutti i dettagli saranno condivisi con il pubblico a tempo debito. Poche ore dopo, il presidente americano Donald Trump ha fornito una tempistica diversa: accordo possibile già nel fine settimana, prima del vertice G7 in Francia.
Il ruolo di Islamabad e Berna
Il ministro pachistano Mohammad Ishaq Dar ha parlato oggi con il suo omologo svizzero Ignazio Cassis. Lo riporta la Cnn. Cassis ha espresso apprezzamento per il ruolo di mediatore del Pakistan nel “sostenere l’impegno diplomatico”, secondo una nota del ministero degli Esteri di Islamabad.
I due leader hanno discusso dei progressi verso l’intesa tra Stati Uniti e Iran. Una cerimonia di firma si terrà molto probabilmente a Ginevra, hanno riferito tre fonti alla stessa agenzia. Dar e Cassis hanno concordato di rimanere in stretto contatto sugli ulteriori sviluppi.
Le contraddizioni secondo Teheran
“Siamo nelle fasi finali della stesura del memorandum”, ha confermato il portavoce del ministro degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. Commentando le “dichiarazioni contraddittorie” riguardo all’accordo, ha affermato in un intervento televisivo che “in qualsiasi processo diplomatico ciascuna parte cerchi di presentare la propria versione dei fatti”.
Baghaei ha però ribadito l’esistenza di “linee rosse”. “Non è possibile, in questa fase, commentare la data e il luogo della firma – ha concluso – dobbiamo prima attendere una decisione definitiva interna”.
I quattordici punti della bozza
Diverse agenzie iraniane hanno pubblicato i punti di una presunta bozza. Secondo Mehr, che cita una fonte vicina al team negoziale iraniano nei dialoghi con Washington, il testo si compone di 14 elementi.
La cessazione immediata e permanente delle ostilità “su tutti i fronti” – Libano compreso – entrerà in vigore per 60 giorni dopo la firma. Gli Stati Uniti si impegnano al rispetto della sovranità iraniana e alla non ingerenza. Lo Stretto di Hormuz verrà riaperto subito, senza alcun pedaggio per il transito. Il traffico tornerà ai livelli prebellici dopo 30 giorni.
Sanzioni, ricostruzione e nucleare
È previsto un allentamento parziale delle sanzioni sulla vendita di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani, in base ai progressi dell’accordo. Teheran otterrà accesso a risorse finanziarie internazionali. Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero presentare un piano di ricostruzione per l’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari.
Entro 60 giorni le parti negozieranno un accordo definitivo sulla questione nucleare, la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie americane e l’annullamento delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu e dell’Aiea. Durante questi negoziati, Washington si impegnerà a non aumentare la propria presenza militare nella regione né a imporre nuove sanzioni.
Monitoraggio e beni congelati
L’Iran ribadirà il proprio impegno nel Trattato di non proliferazione nucleare e l’obbligo di non sviluppare armi atomiche, secondo quanto riportato da Fars. L’accordo preliminare prevede anche lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani all’inizio dei negoziati, pari alla metà dei fondi totali previsti.
L’intesa definitiva sarà approvata da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Entrambe le parti istituiranno un meccanismo di monitoraggio speciale per garantirne il rispetto.
