Legge elettorale, Forza Italia si divide sulle preferenze: scontro Craxi‑Tajani e nuovo vertice

Tajani

Antonio Tajani

Antonio Tajani ha confermato ai senatori di Forza Italia, in una riunione tesa a Palazzo Madama, che il sostegno all’emendamento sulle preferenze sarà inevitabile, richiamando il gruppo all’unità per incidere nella trattativa e segnalando il rischio di una bocciatura della legge nella sua formulazione attuale.

Pressione sulla linea e rischio di incostituzionalità

Il vicepremier ha spiegato che l’emendamento voluto da Giorgia Meloni non potrà essere respinto, soprattutto in caso di voto palese. Ha aggiunto di aver discusso con esponenti della Corte costituzionale, sostenendo che l’attuale impianto della legge potrebbe essere giudicato non conforme. Paolo Sisto ha contestato questa lettura, ricordando che una sentenza del 2014 consente liste corte, ma la maggioranza dei presenti ha riconosciuto che il margine di manovra è ridotto.

La riunione si è accesa sul ruolo della Camera alta nella trattativa. Stefania Craxi ha incalzato Tajani sul mancato coinvolgimento dei senatori nelle fasi iniziali, rivendicando un peso maggiore nella definizione del testo. Il segretario ha replicato chiedendo di non essere interrotto e ha annunciato un nuovo incontro degli sherpa, cui parteciperà anche Roberto Rosso insieme a Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio.

Tajani ha ricostruito le settimane precedenti, spiegando che l’insistenza di Meloni ha reso difficile mantenere una posizione isolata, soprattutto dopo il disimpegno di Matteo Salvini. Ha aggiunto che “gli italiani vogliono scegliere i loro rappresentanti”, indicando la preferenza come elemento ormai centrale nel dibattito pubblico. Il segretario ha chiesto ai senatori di mostrarsi compatti per influire sul testo finale dell’emendamento.

Malumori interni e richiami alla disciplina

Il clima della riunione ha confermato la tensione nel partito. Tajani ha rimproverato i senatori per la diffusione di informazioni all’esterno, sostenendo che “ci facciamo male da soli”. Diversi interventi hanno criticato l’atteggiamento di Fratelli d’Italia e la scarsa disponibilità della presidente del Consiglio a mediare. Adriano Galliani ha espresso contrarietà alla riforma, affermando che “rischia di consegnare il Paese alla sinistra per 9 anni”.

Nel confronto sono emerse anche riserve sulle recenti dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, giudicate offensive verso Forza Italia. Un ministro ha concluso che il partito deve “pretendere rispetto”, segnalando che la tensione non riguarda solo la riforma elettorale ma anche i rapporti interni alla coalizione.