Malika Ayane torna in gara al Festival di Sanremo. Era il 2020, l’ultima volta. In mezzo, un’assenza che pesa quanto un album mancato all’appello della kermesse. Ora si ripresenta con “Animali notturni”, brano che la cantante descrive con una formula ad effetto: un finto pezzo scemo. Tradotto: leggerezza apparente, sostanza vera.
Il meccanismo della canzone leggera
La definizione è precisa. Perché sotto il ritmo funk-soul anni Settanta, sotto le chitarre che l’artista definisce “stupende”, si nasconde un ragionamento sul peso delle relazioni. Su come si scelgono le persone. Su quanto conti davvero l’impressione che gli altri hanno di noi. La scrittura porta le firme della stessa Ayane con Edwyn Roberts e Stefano Marletta. La produzione è affidata a Itaca e Luca Faraone, con Giordano Cremona e Federico Mercuri a completare il team creativo.
Sanremo per lei è un libro che si apre e regala universi paralleli colorati. Purché non piova. Il legame con la città ligure è antico e stratificato: dal debutto del 2009 con “Sentimentale”, passaggio che lanciò clamorosamente la sua carriera, ai cinque album presentati sul palco dell’Ariston. Solo uno nella sua discografia non è passato da lì. Ogni volta, dice, una spilletta di auto-orgoglio. Il pensiero corre alla bambina che guardava il Festival in tv.
Il ritorno al vinile e la contaminazione francese
Il progetto non si esaurisce con la settimana sanremese. Il 27 febbraio uscirà un 45 giri in edizione speciale. Lato A: “Animali notturni”. Lato B: “(siamo tutti) animali notturni”, versione realizzata con i Dov’è Liana. Il trio francese porta in dote una miscela di french touch, elettronica e influenze italiane. Un crossover che allarga il respiro del pezzo. I preordini scatteranno domani alle 10.
La strategia è chiara. Sanremo come trampolino, poi la strada. Da novembre Malika Ayane sarà live nei principali teatri italiani. Un tour che riporta la sua voce in dimensione intima e raccolta, quella che meglio esalta le sfumature.