Nasce la tavoletta tattile che fa percepire spazi a non vedenti come mappe, disegni e forme geometriche

26 luglio 2017

Nasce dal progetto europeo BlindPAD, coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, il primo prototipo di un dispositivo che potrà migliorare la qualità di vita delle persone non vedenti e ipovedenti: una tavoletta tattile che contiene giochi educativi (serious games) in grado di far percepire con le dita mappe, disegni e forme geometriche in modo più semplice e versatile rispetto alle tecnologie attuali. Il prototipo può essere già usato come ausilio nei centri di riabilitazione visiva e, in futuro, la tecnologia BlindPAD potrà trasformarsi in un prodotto da utilizzare come piattaforma riabilitativa portatile oltre che nella clinica anche negli ambienti scolastici e domestici, ad un costo più basso rispetto alle soluzioni esistenti. L’utilizzo di BlindPAD permette di trasmettere, sotto forma di stimolazioni tattili, le informazioni grafiche necessarie a comprendere concetti astratti, come per esempio le figure geometriche e mappe di luoghi, ad esempio la disposizione degli arredi e delle porte di una stanza, facilitando l’apprendimento di informazioni visive da parte di persone non vedenti. La tavoletta tattile ha le dimensioni di circa 15×12 cm ed è costituita da una griglia di quasi 200 piedini in plastica, detti “tale”, stampati in 3D e distanti l’uno dall’altro meno di 1 centimetro, che si sollevano e si abbassano a comando tramite l’interazione con una griglia di piccoli magneti sottostanti.

Ogni elemento è chiamato “tale”, perché è l’equivalente tattile di un “pixel”. Le mani della persona non vedente possono quindi esplorare liberamente la tavoletta, che offre un’immagine in rilievo del contenuto visivo che si vuole imparare e che è tradotto dalla tavoletta dal mondo visivo a quello tattile. Le dimensioni della tavoletta sono state pensate per l’utilizzo con una o due mani da parte di persone adolescenti. BlindPAD può essere collegato a dispositivi mobili come laptop e tablet, così da essere uno strumento di semplice utilizzo da parte dei riabilitatori, persino da parte degli utenti stessi. L’obiettivo del gruppo di ricerca è di reperire ulteriori finanziamenti per renderlo un vero prodotto. L’IIT, oltre a essere coordinatore e ideatore del progetto, ha sviluppato i serious games, insieme agli esperti di riabilitazione dell’Istituto Chiossone di Genova e l’Istituto FIRR di Cracovia. L’intero consorzio europeo ha contribuito allo sviluppo del dispositivo, grazie a tecnologie sviluppate dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) in Svizzera e dal centro ATEKNEA Invention and Research Centre Ltd a Budapest in Ungheria e all’esperienza software dell’azienda Gemobile GmbH di Dortmund in Germania.

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