Sanremo 2026, Achille Lauro: “Nessuna rivalità con Conti. Canterò per le vittime di Crans-Montana”
Il cantante romano, co‑conduttore della seconda serata, smorza ogni ipotesi di dualismo con il direttore artistico e annuncia un omaggio alle vittime della tragedia svizzera. In un Festival segnato dal calo di ascolti, la parola d’ordine è sobrietà.
Achille Lauro
Carlo Conti guida la macchina del Festival con la calma di chi conosce il mestiere, Achille Lauro lo affianca senza ambizioni di comando. È l’immagine che emerge dalla conferenza stampa alla vigilia della seconda serata di Sanremo 2026, in corso al Teatro Ariston dal 24 febbraio. Nessuna tensione, nessuna competizione interna: solo un equilibrio dichiarato e rivendicato da entrambi.
“C’è un solo generale: Conti”
Lauro, chiamato da Conti a co‑condurre la serata di mercoledì 25 febbraio, ha scelto toni netti per definire il proprio ruolo. “Mi sento molto a mio agio qui – ha detto – e proprio quando uno è tranquillo rischia di combinare guai”. Poi il riconoscimento esplicito: “In platea c’è un solo generale, Carlo Conti. Sa gestire la televisione con equilibrio, mostrando umanità e autenticità. Di certo non gli farò sgambetti”. Una dichiarazione che suona come un patto di lealtà, utile a spegnere sul nascere qualsiasi narrativa competitiva.
Conti ha risposto con ironia, alleggerendo il clima: “Mi sono fatto prestare la tutina da Achille”. Poi ha riportato l’attenzione sul senso del Festival per gli artisti: non solo gara, ma occasione per affermare la propria identità. Un concetto che Lauro ha fatto suo: “Sono contento di ciò che ho costruito in questi anni, anche grazie a Sanremo. È questa la chiave del successo”. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani in gara: la kermesse come opportunità concreta, non come trappola da temere.
Duetto con Pausini e omaggio alle vittime di Crans‑Montana
La seconda serata vedrà Lauro impegnato su due fronti. Sul palco, accanto a Conti, Laura Pausini, Pilar Fogliati e Lillo, contribuirà alla conduzione. Sul piano musicale proporrà un duetto con Pausini su 16 marzo, rielaborato per l’album Io canto 2.
Ma il momento più atteso sarà l’esecuzione di Perdutamente, scelta da Conti come omaggio alle vittime della tragedia di Crans‑Montana. Un gesto di sobrietà in un’edizione che, complice il calo degli ascolti rispetto al 2025, cerca equilibrio e misura. “È un ricordo necessario”, ha spiegato il direttore artistico, che ha voluto affidare a Lauro un passaggio emotivo ma non spettacolarizzato.
Da concorrente a co‑conduttore: una svolta di percorso
Per Achille Lauro è la prima volta da co‑conduttore dopo quattro partecipazioni in gara. Una transizione che appare coerente con la sua evoluzione: dal provocatore punk delle prime apparizioni alla figura capace di misurarsi con il grande palco popolare senza rinunciare alla propria riconoscibilità. Le parole pronunciate in conferenza stampa restituiscono un profilo più misurato, lontano dalle pose ribelli del passato. E un rapporto con Conti improntato alla collaborazione, non alla contrapposizione.
Un Festival in cerca di stabilità
Sanremo 2026 procede tra dati d’ascolto in flessione e la necessità di mantenere alta l’attenzione del pubblico. In questo contesto, la sintonia dichiarata tra Conti e Lauro diventa un messaggio politico e operativo: unità di intenti, rispetto dei ruoli, nessuna fuga in avanti.
Stasera l’Ariston verificherà se questa armonia saprà tradursi in ritmo, emozione e credibilità sul palco.
