E’ sempre scontro sul Mes. Conte attacca, sovranismo da operetta

E’ sempre scontro sul Mes. Conte attacca, sovranismo da operetta
Matteo Salvini e Giuseppe Conte
20 novembre 2019

Uno pretende che “l’opposizione sia seria e credibile altrimenti fa solo sovranismo da operetta”, l’altro gli da’ del “bugiardo” o, in subordine, dello “smemorato”. L’ennesimo duello tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega si rinnova sul tema del Mes, il meccanismo europeo di stabilita’ che il Carroccio contesta e sul quale il Movimento 5 stelle vuole chiarimenti. Sul negoziato sul fondo salva stati, dice Giuseppe Conte dopo aver partecipato ad Arezzo all’Assemblea dell’Anci, Salvini ha “scatenato un delirio collettivo. Oggi ‘abbiamo scoperto’ che c’e’ un negoziato” ma la trattativa, sottolinea, “e’ in corso da un anno e piu'”.

Il premier, che non nomina mai l’ex alleato di governo, ricorda che anche Salvini “qualche mese fa partecipava ai tavoli dove si discuteva il Mes. Da marzo a giugno 2019 – ribadisce – abbiamo avuto quattro incontri con i massimi esponenti della Lega, dove abbiamo affrontato tutti i risvolti” della questione. “Oggi, la stessa persona e lo stesso partito, scopre l’esistenza del Mes e grida allo scandalo” mettendo in atto, sono parole di Conte, un “atteggiamento irresponsabile. Il governo deve essere responsabile e lo e’ – rimarca – sedendosi ai tavoli, difendendo gli interessi nazionali in modo serio e rigoroso e studiando i dossier. Quando invece si partecipa ai tavoli a propria insaputa e poi si disconosce o non si capisce quello che si era studiato o si fa finta di nulla per suscitare scandalo e delirio”, si assume un comportamento “irresponsabile. Pretendo che l’opposizione sia seria e credibile, perche’ cosi’ tutti difendiamo gli interessi nazionali. Altrimenti – e’ la stoccata finale – e’ un sovranismo da operetta”.

Parole che Salvini commenta nel giro di mezz’ora: “Il signor Conte e’ bugiardo o smemorato. Se fosse onesto direbbe che a quei tavoli, cosi’ come a ogni dibattito pubblico, compresi quelli parlamentari, abbiamo sempre detto di no al Mes“. L’ex ministro degli Interni invita ad andarsi a rileggere le “numerose dichiarazioni a testimonianza della contrarieta’ espressa da tutti i componenti della Lega, ministri compresi” e non perde l’occasione per lanciare nuove accuse al capo del governo: “Non e’ difficile da ammettere”. “Cosa teme il presidente del Consiglio? Ha forse svenduto i risparmi degli italiani?” L’opposizione contesta intanto i tempi sul chiarimento chiesto a Conte. La decisione della capigruppo del Senato di sentire il premier il 10 dicembre, nell’ambito dell’informativa che precede del Consiglio europeo del 12, non sta bene alla Lega, a Forza Italia e a Fratelli d’Italia.

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“Riteniamo che venti giorni siano troppi e che le proposte di modifica di questo meccanismo debbano essere portate a conoscenza del Parlamento prima che ci presentino un pacchetto ‘prendere o lasciare'”, dice Massimiliano Romeo, presidente dei senatori leghisti. Anche Luca Ciriani, capogruppo di FdI, chiede tempi meno lunghi: “La vicenda ha un respiro nazionale molto importante per il futuro e la sovranita’ del Paese, solo il presidente del Consiglio puo’ riferirne al Parlamento”. Per il Partito democratico, invece, “la campagna di comunicazione di queste ore e’ una tempesta in un bicchier d’acqua”. Il capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera, Piero De Luca, spiega che a meta’ giugno “il vertice euro ha preso atto dell’accordo raggiunto sulla revisione del Trattato sul Meccanismo europeo di stabilita’, rinviando la firma finale al dicembre 2019”.

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