Sicilia, Galvagno alle opposizioni: “Ritiro mie riforme se passa l’abolizione voto segreto”. Ars, meno impugnazioni e conti in ordine

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Parlamento siciliano

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, è pronto a ritirare tutte le proprie proposte di riforma del regolamento dell’Ars se le forze di opposizione presenteranno una proposta unitaria per l’abolizione del voto segreto a Sala d’Ercole. L’annuncio è arrivato durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio, l’incontro con la stampa parlamentare prima della pausa estiva.

Gaetano Galvagno

Galvagno ha spiegato di aver già formalizzato la disponibilità in Commissione Regolamento, rinunciando anche a interventi quali la riduzione del numero dei componenti delle commissioni parlamentari e il contenimento dei tempi degli interventi in Aula. “Il mio appello è rivolto alle opposizioni – ha detto – perché il voto segreto va superato”. Secondo il presidente dell’Ars, questo strumento ha già prodotto effetti negativi anche a livello nazionale, incidendo sulla possibilità degli elettori di scegliere i propri rappresentanti.

Guardando alla ripresa dei lavori parlamentari, Galvagno ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre un contributo regionale di circa 600 euro per sostenere i giovani laureati durante il periodo di tirocinio professionale, misura che sarà sottoposta alla Conferenza dei capigruppo.

Infine, il presidente dell’Ars ha espresso l’auspicio che l’Assemblea approvi il ddl 1030, ultimo stralcio della Finanziaria, che contiene emendamenti condivisi anche con le opposizioni. Il provvedimento prevede interventi a favore degli Asacom, dei disabili gravissimi, delle aree colpite dagli incendi e dal ciclone Harry, oltre a misure per contrastare il caro voli.

L’attività del parlamento siciliano

L’Assemblea regionale siciliana chiude il quarto anno della XVIII legislatura con un dato che emerge su tutti gli altri: il crollo delle impugnazioni da parte del Governo nazionale. Dal 24 luglio 2025 al 29 luglio 2026, a fronte di 34 leggi approvate, è stata impugnata una sola legge e un solo articolo. Nello stesso periodo della precedente legislatura le leggi impugnate erano state 16, con 45 articoli contestati.

È uno degli indicatori più significativi contenuti nel dossier e che mette a confronto l’attività dell’ultimo anno con quella della XVII legislatura e con l’anno precedente, predisposto dalla Segreteria generale dell’Ars per la Cerimonia del Ventaglio.

Il documento evidenzia inoltre una sostanziale tenuta della produzione legislativa. Dall’inizio della XVIII legislatura sono stati presentati 1.196 disegni di legge, contro i 1.060 della legislatura precedente nello stesso arco temporale, mentre le leggi approvate sono salite a 113, sette in più rispetto al precedente confronto. Nell’ultimo anno i ddl depositati sono stati 227, in aumento rispetto ai 190 registrati tra il Ventaglio 2024 e quello del 2025, mentre le leggi approvate sono passate da 31 a 34.

Sul versante finanziario il dossier sottolinea che l’attività legislativa dell’ultimo anno ha attivato politiche per complessivi 4,8 miliardi di euro nel quadriennio 2025-2028, dei quali il 78% deriva dalla legge di stabilità regionale. Viene inoltre evidenziato il rispetto, per il terzo anno consecutivo, dei termini per l’approvazione del bilancio e della legge di stabilità entro il 31 dicembre, evitando l’esercizio provvisorio.

Tra gli aspetti sui quali il documento insiste vi è il progressivo riallineamento dei conti regionali. L’approvazione dei rendiconti dal 2020 al 2022 consente infatti di liberare fino a 264 milioni di euro per le future variazioni di bilancio. Parallelamente il disavanzo viene indicato in riduzione dai 6,97 miliardi del 2020 ai 4,13 miliardi dopo il rendiconto 2022, fino al superamento del passivo nel 2024 con un avanzo disponibile di 2,15 miliardi di euro. A questo si aggiungono ulteriori spazi finanziari pari a 1,8 miliardi derivanti dalla cancellazione delle anticipazioni di liquidità contratte con lo Stato.

Aiuti alle imprese

Il dossier richiama anche le principali misure approvate nell’ultimo anno: gli interventi dopo il ciclone Harry, con uno stanziamento iniziale di 30 milioni di euro, norme su sanità, lavoro, enti locali, sostegno alle imprese, agricoltura, contrasto alla violenza di genere, formazione professionale e la legge che introduce il 40% minimo di rappresentanza di ciascun genere nelle giunte comunali dei comuni sopra i 3 mila abitanti.

Più articolata la fotografia dell’attività delle Commissioni. Pur con un numero inferiore di sedute rispetto alla legislatura precedente, il documento evidenzia un’intensa attività di audizioni e approfondimenti sui principali dossier regionali: crisi idrica, danni del ciclone Harry, Pnrr, sanità, comparto cerealicolo, Mercosur, Termini Imerese e gestione dei rifiuti. Parallelamente cresce l’attività ispettiva, soprattutto attraverso le interrogazioni con richiesta di risposta orale e in Commissione.