Stop Cina e Russia a Riserve marine Antartide

Stop Cina e Russia a Riserve marine Antartide
4 novembre 2019

E’ fallito nuovamente il tentativo guidato da Australia, Francia e Unione Europea di dichiarare un parco marino protetto di un milione di chilometri quadrati a est dell’Antartide. Nella riunione della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (Ccamlr), a cui aderiscono 25 Paesi fra cui l’Italia, oltre all’Unione Europea, e’ mancato nuovamente il voto unanime richiesto dalla sua costituzione. Si sperava che nella riunione annuale, che si e’ tenuta nei giorni scorsi a Hobart in Tasmania, fosse finalmente approvata la dichiarazione intesa a preservare la biodiversita’ e aiutare a mitigare gli impatti del cambiamento climatico. L’East Antarctic Marine Park avrebbe protetto tre aree distinte, coprendo habitat cruciali e terreni di foraggiamento di pinguini, foche, balene e uccelli marini. Per l’ottava volta invece la proposta e’ stata respinta, con Cina e Russia, che conducono pesca industriale nell’Oceano Meridionale, a votare ancora contro.

Nella riunione sono stati tuttavia raggiunti accordi per adottare un nuovo piano per monitorare il krill, una fonte di cibo critica per molte specie antartiche, mentre un importante gruppo del settore di pesca del krill ha accettato di estendere le restrizioni autoimposte sulla pesca in certe aree durate i periodi di nidificazione e di riproduzione dei pinguini. La Commissione ha inoltre imposto il divieto ai pescherecci di disperdere in mare plastica, carburanti o lubrificanti nell’intera area di 35,7 milioni di kmq coperta dalla convenzione, pari a circa il 10% degli oceani del mondo. Le acque che circondano l’Antartide sono tra le piu’ incontaminate al mondo, ma sono anche tra le piu’ vulnerabili e il braccio di ferro sul loro destino va avanti da tempo. Nell’Oceano Antartico vivono piu’ di 10.000 specie, tra le quali la maggior parte dei pinguini del mondo, balene, uccelli marini, un tipo particolare di calamaro e merluzzo che sono l’obiettivo principale dei pescherecci che operano in questa regione. L’Oceano meridionale e’ inoltre considerato un’area essenziale per la ricerca scientifica sia per lo studio del funzionamento di ecosistemi marini intatti, sia per determinare gli effetti del cambiamento climatico globale.

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