Un miliardo di utenti per OpenAI, la sfida ora si sposta sui costi

La crescita di ChatGPT e degli altri strumenti porta l’azienda oltre la soglia dei 1.000 milioni di utenti. Il gruppo riduce i prezzi dei modelli più economici e punta sugli agenti per consolidare il mercato professionale.

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OpenAI ha superato il miliardo di utenti attivi, meno di quattro anni dopo il lancio pubblico di ChatGPT nel novembre 2022. La società conta inoltre più di due milioni di imprese che utilizzano i suoi modelli e prodotti, segnando un nuovo passaggio nella diffusione dell’intelligenza artificiale sia tra gli utenti individuali sia nel mercato professionale.

Il dato non riguarda soltanto ChatGPT. Nel miliardo rientrano l’intera gamma dei prodotti e dei modelli OpenAI: il chatbot, Codex per la programmazione assistita, le Api utilizzate dagli sviluppatori e gli strumenti destinati alle aziende. Nei primi mesi del 2026 la società aveva comunicato oltre 900 milioni di utenti attivi settimanali su ChatGPT e più di 50 milioni di abbonati consumer.

La platea è inoltre sempre più internazionale. Secondo i dati diffusi dalla società, oltre la metà degli utenti attivi utilizza prevalentemente lingue diverse dall’inglese. La crescita relativa più rapida è stata registrata in Africa e Asia, a conferma dell’allargamento geografico dell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Le imprese diventano il secondo motore

Il mercato aziendale è diventato una delle principali direttrici di sviluppo. Più di due milioni di imprese impiegano i modelli OpenAI per sviluppare prodotti, automatizzare processi e gestire attività nell’ingegneria, nell’assistenza clienti, nella finanza, nelle vendite e nelle operations.

La società aveva inoltre comunicato oltre nove milioni di utenti business a pagamento impegnati nell’utilizzo di ChatGPT per il lavoro. Codex aveva raggiunto 1,6 milioni di utenti settimanali. La crescita dell’impiego professionale è legata soprattutto alla diffusione degli agenti, sistemi in grado di eseguire compiti articolati, utilizzare strumenti esterni, verificare i risultati e correggere autonomamente il proprio lavoro.

È proprio questa evoluzione a porre il problema successivo: la quantità di calcolo necessaria. L’espansione degli agenti ha fatto aumentare la domanda di potenza computazionale e i costi per imprese e sviluppatori. Una parte del mercato si sta quindi orientando verso modelli più piccoli ed economici, compresi quelli open-weight sviluppati in Cina.

OpenAI sostiene di avere affrontato il problema intervenendo sull’intera infrastruttura, dall’addestramento all’esecuzione dei modelli, fino al sistema che coordina gli agenti e l’utilizzo degli strumenti. Secondo la società, GPT-5.6 è stato addestrato a completare le attività seguendo percorsi più diretti e utilizzando meno token.

Il modello ottimizza anche se stesso

Tra gli interventi figurano il bilanciamento dei carichi di lavoro, la gestione della memoria temporanea, l’ottimizzazione del software utilizzato dai processori e la riduzione delle operazioni ripetute. Secondo OpenAI, GPT-5.6 Sol ha contribuito direttamente ad alcune di queste ottimizzazioni.

Il modello è stato utilizzato per scrivere e verificare parti del software che gestisce i calcoli sui chip e per progettare un sistema più piccolo capace di anticipare le risposte del modello principale. È una delle applicazioni della tecnica dello “speculative decoding”, nella quale un modello più leggero propone in anticipo una sequenza di token che il sistema principale verifica contemporaneamente.

Quando le proposte vengono accettate, il sistema può generare più testo con un numero inferiore di passaggi di calcolo. OpenAI afferma inoltre di avere migliorato la gestione del contesto nei sistemi agentici, limitando l’accumulo di informazioni inutili, l’uso inefficiente degli strumenti e la ripetizione di attività già completate.

Tre modelli per fasce diverse

La famiglia GPT-5.6, presentata all’inizio di luglio, comprende tre modelli. Sol è il sistema di punta destinato alle attività più complesse; Terra occupa la fascia intermedia ed è pensato per il lavoro quotidiano; Luna punta invece sulla velocità e sul contenimento dei costi per le attività ad alto volume.

Secondo OpenAI, Sol con il livello massimo di ragionamento supera Claude Fable 5 nell’Artificial Analysis Coding Agent Index a un costo inferiore alla metà. Terra raggiungerebbe prestazioni paragonabili a GPT-5.5 a metà prezzo, mentre Luna è stato progettato per massimizzare l’efficienza economica.

GPT-5.6 è disponibile su ChatGPT, Codex e attraverso le Api della società. Gli utenti Free e Go possono accedere a Terra, mentre gli abbonati Plus, Pro, Business ed Enterprise possono utilizzare Terra e Luna. Sol è disponibile nei piani e nelle modalità previste per le attività più avanzate.

Prezzi più bassi per aumentare l’uso

OpenAI ha annunciato una riduzione dell’80% del prezzo di GPT-5.6 Luna e del 20% di quello di Terra. Il costo di Sol è invece rimasto invariato. Nelle Api, Luna costa ora 0,20 dollari per milione di token in ingresso e 1,20 dollari per milione di token in uscita; Terra costa 2 dollari per milione di token in ingresso e 12 dollari per quelli in uscita.

I prezzi degli abbonamenti a ChatGPT e Codex e i relativi limiti di utilizzo non cambiano. L’impiego di Terra e Luna richiederà però un numero inferiore di crediti, come conseguenza della riduzione dei costi dei due modelli.

Per Sol, OpenAI ha introdotto anche una modalità più veloce nelle Api, destinata alle attività nelle quali il tempo di risposta è prioritario. La maggiore velocità non modifica le capacità del modello, ma raddoppia il prezzo dell’elaborazione standard.

Il passaggio dal miliardo di utenti alla riduzione dei costi racconta così la nuova fase della competizione. Dopo avere ampliato rapidamente la platea, OpenAI punta a rendere l’intelligenza artificiale avanzata più conveniente per ogni singola attività, mentre la crescita degli agenti porta l’utilizzo dei modelli sempre più vicino ai processi operativi quotidiani di aziende e sviluppatori.