Il 3,5% dei laureati è straniero

Il 3,5% dei laureati è straniero
16 maggio 2017

Cresce il numero di stranieri che si laureano nelle università italiane, che secondo i dati Unesco sono al decimo posto nel mondo per attrattività. Se nel 2006 circa due laureati su cento non erano italiani, ora la quota di laureati di cittadinanza estera è del 3,5% (pari a 9.556) con una punta del 4,6% nei corsi magistrali biennali e con valori prossimi al 3% tra i laureati a ciclo unico (2,7%) e fra quelli triennali (3,2%). E’ quanto emerge nel Rapporto sul Profilo dei laureati realizzato da AlmaLaurea su un campione di oltre 270 mila di 71 università aderenti al consorzio. La maggior parte dei laureati stranieri (59%) è arrivata in Italia dopo il diploma di scuola secondaria superiore. E’ crescente però la quota di giovani stranieri che provengono da famiglie già residenti in Italia, come testimonia il fatto che il 41% dei laureati di cittadinanza non italiana ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado nel nostro Paese: tale quota era il 28% nel 2011. Il 53% dei laureati esteri proviene dall’Europa, in particolare il 14% è cittadino albanese e il 10% rumeno. I laureati cinesi, cresciuti notevolmente negli ultimi anni, sono il 9% nel 2016. Il 14% proviene dal continente africano (specie dal Camerun 4% e dal Maghreb 3%) e un 10% dalle Americhe (in particolare dal Perù 2%). I flussi di stranieri, come emerge dal Rapporto di AlmaLaurea presentato oggi a Parma, si indirizzano soprattutto verso specifici ambiti disciplinari: linguistico, economico-statistico, architettura per i corsi triennali; farmaceutico, medicina e odontoiatria per quelli a ciclo unico; architettura, politico-sociale, ingegneria, linguistico per i corsi magistrali biennali. Secondo i dati Unesco, l’Italia è al decimo posto nel mondo per attrattività del sistema universitario: su cento studenti “mobili” in tutto il mondo, ovvero studenti universitari che si recano in un Paese diverso da quello di origine, due scelgono l’Italia. Il nostro Paese è preceduto da Stati Uniti (19%), Regno Unito (10%), Australia (6%), Francia (6%), Germania (5%), Russia (3%), Giappone (3%), Canada (3%) e Cina (2%).

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